Muore durante il ricovero, era stata trovata riversa in casa: disposta autopsia

La Procura ha richiesto l'esame per un'anziana di Nardò. Ma l'ipotesi più credibile resta quella di un malore. La persiana era chiusa, nessuna impronta di estranei

NARDO’ – Il pubblico ministero di turno, Paola Guglielmi, ha disposto l’autopsia per fare piena chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso di Lucia Risi, un’anziana di 92 anni di Nardò, avvenuto in ospedale dopo dieci giorni.

L’ipotesi più attendibile è che la donna sia stata colta da un malore, tuttavia si vuole escludere alla radice qualsiasi altra causa di natura differente, che appare, comunque, improbabile, considerando gli elementi in mano ai carabinieri, ai quali sono affidate le indagini. La persiana davanti casa era chiusa, infatti (i militari hanno dovuto forzarla), e c’erano le chiavi inserite nella porta. Cosa, però, abituale, quando doveva andare a trovarla in casa il nipotino.

Avendo problemi all’udito, infatti, e non sentendo il campanello, poco prima che arrivasse, la 92enne usava lasciare le chiavi nella toppa in modo che il bambino potesse prenderle, infilando la mano fra le maglie. E domenica 12 gennaio, quando è stata scoperta esanime, era prevista proprio una visita.

A chiamare i soccorsi un'amica della figlia

Lucia Risi, una volta scoperta esanime, era stata ricoverata presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ieri sera, attorno alle 20,30, purtroppo è avvenuto il decesso. La salma si trova ora nella camera mortuaria. L’incarico sarà conferito al medico legale Alberto Tortorella. A chiamare i soccorsi, il giorno in cui l’anziana è stata trovata moribonda, era stata un’amica della figlia. Quest’ultima, infatti, si trova all’estero per impegni professionali. L’amica, dunque, aveva appena portato il nipotino dalla nonna. E proprio a quest’ultimo era toccata l’amara scoperta. Girata a chiave, aveva visto la nonna per terra e, spaventato, era tornato indietro.

Poco dopo, così, erano arrivati i soccorsi. Sul posto, oltre i militari, gli operatori del 118. Una volta forzata la persiana e aperta la porta girando la chiave, la 92enne, era stata subito soccorsa e trasportata in ospedale in codice rosso. Grave, ma in quel momento ancora viva. C’era un po’ di disordine, nella stanza, dovuto a un attaccapanni e alcuni abiti riversi per terra. Si presume che, colta da una fitta improvvisa, si sia qui aggrappata, proprio mentre stava sistemando i vestiti.

L'autopsia per fugare ogni dubbio

Era questo, sostanzialmente, l’elemento più singolare della scena; ma sembra doversi escludere un’intrusione di estranei, conclusasi con un’aggressione, magari a scopo di rapina. Probabilmente, infatti, non ci sarebbe stato il tempo materiale di consumare l’azione, senza essere notati da nessuno, nel lasso di tempo fra l’apposizione delle chiavi sulla toppa esterna e il previsto arrivo del nipote, per di più avendo la freddezza di riporre le chiavi nella toppa e chiudere la persiana. 

La Sezione investigativa scientifiche, poi, non ha rilevato impronte di estranei o segni d'effrazione o manomissione altrove. Tant’è. Purtroppo, dopo una settimana di ricovero, l’anziana s’è spenta. E ora la Procura intende fare comunque luce, non lasciando nulla d’intentato.   

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Articolo aggiornato alle ore 19 con nuovi dettagli.

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