Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Morte sospetta di un 53enne nell'ospedale di Copertino, lunedì l'autopsia

Cosimo Damiano Ronzino il 17 dicembre è stato ricoverato dopo una caduta. Sottoposto ad un intervento all'omero, le sue condizioni si sono comunque aggravate. Sul registro degli indagati i nomi dei medici in servizio, ma il cerchio sarà ristretto

L'ingresso dell'ospedale di Copertino.

LECCE – Sarà riesumato con ogni probabilità lunedì prossimo il corpo di Cosimo Damiano Ronzino, il 53enne deceduto in circostanze sospette nell’ospedale di Copertino, lo scorso 26 dicembre. Il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, titolare del procedimento, conferirà al medico legale l’incarico di eseguire l’autopsia. A dare avvio all’inchiesta la denuncia presentata dai famigliari della vittima, assistiti dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna. Quindici i medici iscritti nel registro degli indagati. Si tratta, però, del personale in servizio in quei giorni, un numero da cui bisognerà estrapolare i nomi di chi ha avuto in cura il 53enne.

Secondo quanto denunciato, l’uomo era stato ricoverato presso l’ospedale di Copertino il giorno 17 dicembre 2013 a seguito di una caduta mentre stava lavorando in Contrada Cucchiara. Era stato trasportato presso il nosocomio da un’ambulanza del 118 e, dopo il passaggio in pronto soccorso, era stato sottoposto a radiografia dell’omero del braccio sinistro e ricoverato nel reparto di ortopedia, dove gli era stata applicata una fasciatura per bloccargli il braccio destro. Dopo tre giorni, il 20 dicembre, era stato operato all’omero perché dovevano applicargli delle placche. Fu un intervento chirurgico laborioso, perfettamente riuscito secondo il personale medico.

Le condizioni di Ronzino, però, si erano aggravate: aveva sempre forti difficoltà a urinare ed era stato sottoposto, nel reparto di urologia, dopo un tentativo di applicargli un catetere, ad un piccolo intervento per applicargli una sacca, con apposito drenaggio delle urine. Inoltre il 53enne lamentava forti dolori diffusi alla spalla e al bacino. L’ematoma era sempre più visibile e diffuso in tutta la parte posteriore sinistra del corpo. Dalle successive radiografie era emerso che aveva altre lesioni e fratture al bacino e al femore sinistro, tanto da richiedere un nuovo intervento. La mattina del 26 dicembre le condizioni del paziente si erano ulteriormente aggravate. A nulla erano serviti i tentativi di rianimarlo, poche ore dopo l’uomo era deceduto.

Sarà ora l’indagine della magistratura a stabilire eventuali negligenze, imperizie e colpe del personale medico per una morte che sembra comunque contornata da ombre e lati oscuri.

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