Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

"Scarlino", l'operaio morto in pochi istanti. Il giallo del sistema di sicurezza rimosso

Oggi l'autopsia di Mario Orlando, operaio 53enne di Taurisano. La rottura dell'aorta ha provocato un'emorragia interna. I macchinari dell'azienda erano dotati di un sistema di sicurezza che, in caso di avvicinamento, ne prevedevano lo stop. Ma per la polizia di giudiziaria sarebbe stato rimosso

Auto della polizia sul luogo della tragedia.

LECCE – E’ morto in pochi istanti, a cause di un’emorragia interna provocata dalla rottura dell’aorta Mario Orlando, l’operaio 53enne di Taurisano deceduto nel primo pomeriggio di venerdì all’interno di un’impastatrice del salumificio “Scarlino”. A stabilirlo l’autopsia eseguita dal medico legale Ermenegildo Colosimo.

L’esame autoptico ha evidenziato la morte atroce dell’operaio salentino, letteralmente stritolato dalle lame dell’impastatrice. Bisognerà attendere il responso degli esami clinici e della comparazione del Dna, invece, per stabilire se i bulbi piliferi rinvenuti all’interno di una delle vasche impastatrici (grandi quando una stanza di piccole dimensioni) appartengono a Orlando. Il corpo della vittima, infatti, è stato rinvenuto all’esterno del macchinario, dopo che lo stesso è stato rimosso da alcuni colleghi intervenuti per rianimarlo. Un intervento in realtà inutile, poiché il 53enne era già privo di vita.

Sono tre i nomi iscritti nel registro degli indagati: Attilio e Antonio Scarlino, di 51 e 42 anni; e Luigi De Paola, 43enne. Si tratta rispettivamente dell’amministratore unico della società, del responsabile della sicurezza e del capo reparto. L’ipotesi di reato nei loro confronti, l’inchiesta è coordinata da parte del pubblico ministero Carmen Ruggiero della Procura di Lecce, è di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e di morte come conseguenza di altro reato. I macchinari utilizzati all’interno dell’azienda, infatti, erano dotati di un sistema di sicurezza che, in caso di avvicinamento alla stessa, ne prevedevano l’immediato stop. Un sistema di sicurezza che, secondo quanto appurato gli agenti di polizia di giudiziaria, sarebbe stato però rimosso.

Foto Mario Orlando-4Ancora poco chiare le modalità e le circostanze di quest'ennesima e drammatica morte sul lavoro. Gli investigatori del commissariato di polizia di Taurisano, diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, e gli ispettori dello Spesal, che nello specifico devono valutare le condizioni di sicurezza al momento in cui s'è consumata la tragedia, stanno procedendo a 360 gradi. In quest’ottica si è proceduto al sequestro probatorio del macchinario. L’indagine è resa particolarmente delicata proprio dalla carenza d’informazioni sulla dinamica.

Presso il commissariato sono sfilati diversi dipendenti della nota azienda di Taurisano, il cui stabilimento industriale sorge sulla strada provinciale per Casarano, per essere ascoltate in qualità di persone informate sui fatti, ma sembra che nessuno si sia venuto a trovare nelle vicinanze del collega nel momento in cui è avvenuta la tragedia. Sembra emerso, comunque, che spesso le impastatrici fossero pulite in “movimento”.

L’unica certezza: il macchinario è stato bloccato e il 53enne è stato estratto dagli altri lavoratori nella speranza di salvargli la vita, una volta scoperto il dramma che si stava consumando, ma dopo l’arrivo dei sanitari non c’è stato purtroppo più niente da fare. Il fatto è avvenuto mentre Orlando stava svolgendo le pulizie del macchinario con un'idropulitrice. I funerali di Mario Orlando si svolgeranno domani. L’azienda, in occasione delle esequie rimarrà chiusa in segno di lutto.

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