Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Stadio / del meae

La furia dell'assassino: quaranta colpi. Allestita la camera ardente

L'autopsia chiarisce: Luigi Ferrari e Antonella Parente uccisi con attrezzi da lavoro durante il furto dell'ex convivente di una nipote. Trenta colpi almeno per lui e una decina per lei. Per accogliere amici e parenti allestito il circolo che l'uomo gestiva

LECCE – Almeno trenta colpi riservati a lui. Una decina, forse undici, quelli per lei. Tutti in testa, qualcuno sul braccio dell’uomo inutilmente proteso per difendersi, d’istinto. Non ci sono molte altre parole per descrivere la morte di Luigi Ferrari e Antonella Parente. E’ tutto lì, nell’autopsia del medico legale Roberto Vaglio, il senso dell’orrore. Le teste fracassate dalle percosse inferte con un oggetto contundente. L’arma, uno scalpello, o un martello. Un arnese da lavoro, sicuramente. Poi il furto, come nulla fosse, della cassaforte, sradicata dal muro. Un misero bottino di denaro, un migliaio di euro. Dietro, due corpi straziati.

L’autopsia, svoltasi questo pomeriggio, ad opera del medico legale Roberto Vaglio, non lascia dubbi. Su quella tranquilla coppia di Porto Cesareo s’è scatenato un inferno, all’alba del 25 giugno. Vincenzo Tarantino, 51enne originario di Manduria, arrestato perché ritenuto autore del duplice delitto, avrebbe agito sotto influenza di una dose massiccia di cocaina. Convinto forse che la casa di via Vepucci, a Porto Cesareo, fosse vuota. E invece, s’è trovato di fronte gli occupanti. L’hanno riconosciuto, senz’altro. Era l’ex convivente di una nipote, da sempre invitata a lasciar perdere quella relazione. E lì deve essere scattata anche la violenza.  

Poi, la fuga, lasciando tracce ovunque. Il lavaggio, poco utile, presso una fontana, il sangue delle vittime trasportato sul suo corpo anche in un b&b di Avetrana, dove alloggiare il tempo necessario, prima di scomparire. Ma i carabinieri del nucleo investigativo l’hanno rintracciato, nella loro lotta contro il tempo, arrestandolo.

In attesa che domattina i corpi delle due vittime siano restituite alla famiglia, questa sera si sono effettuati i preparativi per la camera ardente. Il “Club degli amici”, dopolavoro gestito dalla coppia, che svolgeva anche altre mansioni (Ferrari era conducente stagionale dei camion della nettezza urbana), è stato adattato all’occasione. Intorno, tanti manifesti di parenti e amici in loro memoria. Dentro, due poster con le loro foto. Davanti a tutti, ci saranno i figli, Alessandro e Fabio. Ed è toccato alla prima scoprire quant’è avvenuto, con un moto d’indimenticabile tormento.

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