Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

L'autopsia conferma: detenuto rumeno morto per deperimento

La necroscopia è stata condotta dai medici legali Roberto Vaglio ed Ermenegildo Colosimo. Malnutrizione e deperimento progressivo le cause del decesso del detenuto rumeno. La sua ostinata protesta durava da sette settimane

L'ospedale di Lecce

LECCE - Nessun segno evidente o fattore scatenante del decesso se non malnutrizione e deperimento. In attesa della conclusione degli esami istologici, sono queste le conclusioni tratte dai medici legali Roberto Vaglio ed Ermenegildo Colosimo al termine dell'autopsia condotta sul cadavere di Virgil Cristria Pop, il cittadino rumeno di 39 anni deceduto nella notte tra il 12 e il 13 maggio al "Vito Fazzi" di Lecce. La consulenza verrà depositata tra 30 giorni.

L'uomo, che era detenuto presso il carcere di Borgo San Nicola, aveva intrapreso da circa cinquanta giorni un ostinato sciopero della fame, davanti al quale nemmeno le insistenze dello staff medico del penitenziario hanno potuto far qualcosa.

Virgil Cristria Pop era in carcere dal 2000 a seguito di diverse condanne divenute intanto definitive per reati contro il patrimonio e le persone, essendo stato ritenuto colpevole di furti e rapine. In cella prima ad Avellino, poi a Benevento, infine era stato tradotto a Lecce. Avrebbe scontato la sua condanna complessiva nel 2018. Sosteneva però di essere innocente e aveva richiesto un incontro con il magistrato: il suo obiettivo, a quanto pare, era quello di ottenere una sospensione della pena.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha disposto un'ispezione mentre il sostituto procuratore Carmen Ruggiero ha acquisito cartelle cliniche e documentazione sanitaria e mercoledì mattina ha iscritto nel registro degli indagati quindici persone con l'accusa di omicidio colposo.

 

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