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Tar Puglia, sede di Lecce

Autorizzazione negata per il chiosco a Punta Prosciutto: ricorso rigettato

La vicenda nasce con una istanza presentata da una Srl nel 2018, passa da un primo contenzioso e prosegue fino alla sentenza dei giorni scorsi. Legittimo il secondo provvedimento del Comune di Porto Cesareo

LECCE ? Nell?ambito delle autorizzazioni paesaggistiche gli enti comunali possono adottare valutazioni autonome rispetto a quelle della Soprintendenza e degli altri attori coinvolti nel procedimento.

Lo ha chiarito la Sezione Prima del Tar Puglia, sede di Lecce, respingendo il ricorso presentato da una società a responsabilità limitata riguardo un atto di diniego per un progetto di una struttura precaria e amovibile destinata a chiosco bar e servizi per la balneazione in località Punta Prosciutto, nel territorio di Porto Cesareo.

La vicenda nasce nel luglio del 2018 con la presentazione dell?istanza di autorizzazione e attraversa una prima fase di contenzioso concluso con esito favorevole al privato dopo che i giudici amministrativi avevano disposto un supplemento istruttorio per chiarire quale fosse la distanza della struttura dal cordone delle dune. La società aveva quindi depositato un nuovo progetto, interamente aderente ai vincoli esistenti, e quindi il ricorso contro il primo diniego era stato accolto.

Emessa quella sentenza, con nota del 6 agosto del 2019 il Comune aveva poi richiesto alla Soprintendenza un parere sul nuovo progetto, parere che veniva ribadito in forma negativa (seppur oltre il termine dei 45 giorni previsto dalla legge) e trasmesso il 6 novembre dall?amministrazione al privato con i crismi del diniego definitivo. Contro il provvedimento veniva presentato un nuovo ricorso.

Nell?agosto di due anni dopo il Comune ha ribadito la propria posizione, recependo le indicazioni che intanto il Tar aveva dato in un?altra sentenza nella quale si rimproverava l?amministrazione di aver meramente richiamato il parere contrario della Soprintendenza (e tardivo), peraltro senza aver assunto la responsabilità esclusiva della decisione orientata al diniego.

La seconda impugnazione però, non è stata accolta dai giudici. Nella sentenza si specifica prima di tutto che ?l?amministrazione comunale non si è acriticamente appiattita sul giudizio di sfavore formulato dalla Soprintendenza che pure ha espressamente recepito e fatto proprio, ma ha svolto autonome valutazioni circa l?incompatibilità del progetto con il regime vincolistico di riferimento, che in parte ricalcano le criticità ravvisate dalla Soprintendenza e in altra parte si muovono lungo distinte direttrici di tutela?.

Quanto al merito della questione il ricorso è stato rigettato per una serie di ragioni: intanto perché il progetto era oggettivamente funzionale all?attività balneare senza che la società proponente avesse però alcun titolo per disporre del demanio. Accolte anche le altre principali argomentazioni del Comune di Porto Cesareo, difeso in giudizio da Francesco Romano: da una parte la struttura avrebbe comunque avuto un impatto paesaggistico notevole, considerato il contesto nel quale si sarebbe inserita, con riferimento anche alla ?limitazione della visuale panoramica, da e verso il mare; dall?altra è stata giudicata rilevante la mancanza di un?area di parcheggio appositamente dedicata ?dal momento che la relativa disponibilità è funzionale alla gestione del carico antropico che è inevitabilmente destinato ad interessare l?area a seguito della realizzazione del chiosco bar?.

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