Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Proroga delle gestione commissariale: Quinto interviene a spada tratta

Il legale che rappresenta l'ex primo cittadino di Parabita spiega le sue perplessità rispetto alla richiesta di proroga avanzata dal governo

A sinistra, Pietro Quinto.

PARABITA – Il dietrofront del governo, che prima ha autorizzato l’indizione dei comizi elettorali a Parabita, salvo poi annunciare la proroga della gestione commissariale inaugurata dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, non convince affatto l’avvocato Pietro Quinto che rappresenta davanti al giudice amministrativo l’ex sindaco Alfredo Cacciapaglia.

Per il legale infatti, ci sono contraddizioni sia sul piano formale che sostanziale. Sotto il primo profilo perché la richiesta di proroga sarebbe stata formalizzata ben oltre il termine dei 50 giorni dalla scadenza della gestione commissariale. Rispetto a quest’ultima esiste una divergenza di interpretazioni: per Quinto è il 17 agosto scorso, considerando i 18 mesi di legge a partire dall’originario decreto di scioglimento (il 17 febbraio del 2017) mentre per l’avvocatura dello Stato è il 29 settembre, tenendo di conto il periodo trascorso tra la sentenza del Tar Lazio che ha accolto il ricorso degli ex amministratori – ripristinandone le funzioni – e la sospensiva di quella sentenza accordata dal Consiglio di Stato (che nel merito ne discuterà il 27 settembre). Qualunque data sia quella giusta, sottolinea però Quinto, il termine dei 50 giorni non sarebbe stato rispettato dal momento che la richiesta di proroga è stata formulata il 14 settembre.

Quinto non fa troppi giri di parole: “Sul piano sostanziale è veramente assurdo e contrario a ogni logica, sostenere che a fronte delle elezioni sia preferibile una proroga della gestione commissariale, perdurando nella comunità di Parabita una situazione emergenziale. Si tratta di un’offesa alla razionalità, all’intelligenza e alla dignità dei cittadini di Parabita”.

“Tutto ciò, peraltro, in presenza di una sentenza del Tar Lazio, che, con ampia motivazione ha già evidenziato, annullandolo, l’illegittimità del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale e della stessa nomina della gestione commissariale. La verità vera è che rimane tutto incomprensibile, così come è ingiustificato questo accanimento nei riguardi del Comune di Parabita. Tanto più che in contemporanea stanno insorgendo accese polemiche su alcune discutibili iniziative assunte dai Commissari con l’affidamento di incarichi privi di giustificazione”.

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