Azienda in crisi? Il datore di lavoro non risponde per omesse ritenute

Assolto l'imprenditore Massimiliano Perfido, già amministratore unico della Sogefru srl di Lecce. Non avrebbe versato i contributi, ma perché impossibilitato a monte a pagare le retribuzioni ai dipendenti a causa della recessione che portò poi l'azienda alla liquidazione

@TM News/Infophoto

LECCE – Assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. A sussistere, semmai, è la crisi economica, talmente tangibile che, seguendo un orientamento della Cassazione, il giudice onorario Natascia Manzone della prima sezione monocratica del Tibunale penale di Lecce ha ritenuto non punibili i fatti per i quali era stato chiamato a processo l’imprenditore Massimiliano Perfido, già amministratore unico della Sogefru srl di Lecce, azienda attiva nel settore della vendita di frutta all’ingrosso fino a sei anni addietro circa.   

Perfido era stato accusato di aver omesso le ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni dei dipendenti per periodi variabili, in alcuni casi nell'arco del 2007, in altri nel 2008 e in altri ancora nel 2009. Ma, nel corso del dibattimento, ascoltato fra gli altri un funzionario dell’Inps, è emerso che gli ispettori dell’istituto previdenziale, durante gli accertamenti, non hanno saputo riferire se effettivamente i lavoratori ricevessero la retribuzione dovuta.

D’altro canto, è emersa anche una situazione di recessione irreversibile, se è vero che nel 2009 la ditta è andata in liquidazione. Due ex dipendenti hanno a loro volta dichiarato di aver lavorato per la Sogefru fino all’ottobre del 2009 circa, senza però ricevere le spettanze, proprio per via della crisi. Se ne deduce che Perfido non abbia versato i contributi (almeno nei mesi contestati in sede di giudizio), perché probabilmente impossibilitato a retribuire in modo regolare i suoi lavoratori.

Nel merito della questione, il giudice Manzone ha citato la sentenza numero 27641 della Suprema Corte, datata 28 maggio 2003, la quale ha stabilito che non è configurabile il reato di omesso versamento delle ritenute qualora non sia corrisposta la relativa retribuzione.

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Una decisione che parte da due assunti letterali. Il primo: il termine ritenuta indica, infatti, l’azione del trattenere la parte di una somma erogata. E senza erogazione, non può ravvisarsi trattenuta.  Il secondo (sostanzialmente analogo): il termine operate indica un’azione svolta. Se quest’azione non è stata svolta, si torna al punto di partenza. E nel caso specifico, mancando certezza che gli stipendi fossero stati versati, n’è conseguita l’inevitabile assoluzione. Perfido era difeso dagli avvocati Marco Castelluzzo e Carlo Leo. 

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