Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Baby-ladri con arnesi al seguito, uno neanche 14enne

Tre minorenni sorpresi dalla polizia nel centro di Gallipoli con zaini e attrezzi. Stavano armeggiando con uno scooter rubato qualche giorno prima. Figli di famiglie normali. I genitori increduli

Il commissariato di polizia di Gallipoli.

Il più grande ha 16 anni, il medio 14, il più piccolo non l'ha neanche compiuta, l'età minima per essere chiamato in giudizio. Giovanissimi di Gallipoli con il vizietto del furto, e quel che desta più perplessità, non ragazzi provenienti da famiglie particolarmente disagiate, secondo quanto spiegato dalla polizia, che li ha denunciati a piede libero, ma figli di famiglie normali. Quando i genitori sono stati convocati ieri presso il commissariato di polizia, hanno stentato a credere ai loro occhi. Non se la sarebbero mai aspettata la notizia di vedere i propri figli incriminati per furto. Ma tant'è, di fronte ai visi severi e corrucciati delle famiglie, e al cospetto degli agenti che li avevano pocanzi sorpresi, i tre ragazzini hanno ammesso le proprie responsabilità.

I poliziotti del commissariato jonico li hanno adocchiati nel pomeriggio mentre, zaino in spalla, si aggiravano a piedi con atteggiamento sospetto in una delle tante vie che convergono su corso Roma. Dunque, in pieno centro. E li hanno seguiti con discrezione, fino a quando non li hanno visti armeggiare con attrezzi d'ogni genere, per smontare uno scooter risultato, ad un controllo successivo, rubato qualche giorno addietro. Normale che dei ragazzi poco più che adolescenti ambiscano ad uno scooter, specie d'estate, per andare a spasso sul lungomare soleggiato di Gallipoli. Un po' meno che arrivino a rubarlo, uno scooter, per realizzare i propri desideri.

Quando gli agenti hanno deciso di passare all'azione, i tre hanno abbozzato ad un vano tentativo di fuga. Colti di sorpresa e acciuffati, sono stati condotti negli uffici di polizia. All'interno degli zaini è stato scovato ogni genere di arnese da meccanico, persino batterie per avviare i ciclomotori in caso di avaria. Il che lascia intendere una certa competenza in materia. In un primo momento, i ragazzi hanno tentato di negare ogni addebito. Ma quando sono giunti i genitori, alla fine hanno confessato le proprie responsabilità.

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