Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Otranto

Baia dei turchi: "Io, gestore: sola contro tutti"

Intervista a Diana De Nicola: la concessionaria dello scorcio di paradiso alle porte di Otranto racconta le sue vicissitudini. Dice di essere il capro espiatorio di una situazione ben più complessa

È la grande assente della vicenda "Baia dei Turchi" ad Otranto, ma non per colpa sua: Diana De Nicola, titolare della concessione regionale che interessa la discussa area marina, non ci sta a questo trattamento discriminatorio. Giornali, radio, tv locali sembrano più interessate ai pareri di politici più o meno vicini alla questione. Si dice persino sorpresa della richiesta di una intervista da parte di LeccePrima, l'imprenditrice di Castrignano dei Greci: "Finalmente qualcuno che si fa vivo con me - dice - perché nessuno mi ha mai chiesto di dire come la penso, di spiegare le mie ragioni".

Ha un nodo in gola, tipico di chi sente di aver ricevuto accuse ingiuste e di essere diventata bersaglio inatteso di feroci critiche provenienti da più parti. "Di certo non volevo ritrovarmi in questa situazione - afferma - anche perché molti non sanno come davvero stiano le cose".

Allora, signora De Nicola, come stanno le cose?

"Dal 2005 sono titolare di quella zona, insieme a mio padre, e da tempo con lui progettavamo di poter realizzare qualcosa lì. Poi è successo che si sono accorti di me, ma solo dopo che avevamo iniziato i lavori e, da lì, ha preso il via una vicenda che sembra non darmi pace, fatta di proteste ed avvocati. Non vedo l'ora che si chiuda questo capitolo".

Si sente coinvolta da chi ha organizzato le proteste?

"Sinceramente no. Non ho partecipato al sit-in di sabato scorso, ma ho preso parte ad un paio di altri incontri. E lì i toni erano ben diversi".

In che senso?

"Di solito, attraverso le tv locali, tutti lanciano accuse molto pesanti contro di me; poi ho potuto raccontare le mie ragioni, hanno cambiato atteggiamento, ma solo lì per lì. Dopo, restavo per loro la stessa di prima. Chi protesta, d'altronde, sostiene che non siano stati fatti controlli adeguati, ma la Regione, in questo senso, ha lavorato bene, non lasciando nulla al caso ed operando tutti i conteggi dovuti, metro per metro".

E come spiega questa situazione?

"Non lo so. Di certo c'è che mi sono ritrovata a dover fare i conti con il Comune di Otranto e ad essere il capro espiatorio di una situazione ben più complessa. Possibile che tutti vedano una anomalia su Baia dei Turchi ma nessuno si accorga degli scempi fatti sulla spiaggia vicina, dove circa 200 alberi sono stati tagliati? Quello è un vero colpo al cuore, ma nessuno lo dice. E quella in difetto sarei solo io. Non mi pare giusto".

Ma c'è un tentativo di concertazione con le altre parti in causa?

"Il Comune sa che se bloccano i lavori sulla Baia, mi spetterebbe un'altra spiaggia, dove poter mettere in piedi le strutture che ho in mente. Ma da loro ho ottenuto solo chiusure in tal senso, del tipo: spiagge a disposizione non ce ne sono".

Lo scorso anno scorso la sentenza del Tar le aveva bloccato la concessione, facendo esultare gli ambientalisti. Ora il progetto attuale della "spiaggia libera con servizi" non crea assolutamente equivoci giuridici. Come è venuta a capo di questa vicenda?

"A dir la verità, me ne hanno dette di tutti i colori. Mi hanno pure accusata di essere sponsorizzata da qualche politico locale, ma non sanno quel che dicono. Da quando gira questa voce, proprio quel politico è il primo a non rivolgermi più la parola. E la politica, in generale, mi ha lasciata sola: se mi avesse davvero aiutato qualcuno, avrei già da tempo portato a casa il mio progetto. Ho frequentato la politica, ma, dopo quanto mi è successo, ho capito che i politici sono tutti uguali: curano solo i propri interessi ed aiutano solo chi vogliono. Si fa presto a far dietrologia, la realtà è un'altra".

E qual è?

"Dicono di me che sia una piccola imprenditrice e a me piacerebbe esserlo, perché ancora non lo sono. Ho presentato il progetto a Sviluppo Italia, che lo ha subito accolto con entusiasmo, ma, appena si è saputo delle difficoltà dei lavori, non ho ricevuto alcun sostegno economico e non lo riceverò finché non si sbloccherà tutto. Risultato? Sono una "imprenditrice" indebitata, senza neanche aver svolto questa attività. E nessuno sembra interessato a questo. Dopo è facile sparare a zero sulle persone".

A questo punto cosa pensa che accadrà in sede regionale, nell'imminente incontro che ha come ordine del giorno la questione della Baia dei Turchi?

"Non lo so esattamente. Ma non vedo l'ora di andare a Bari e di chiudere una volta per tutte questa storia: se dovessero esserci ancora dei problemi, è evidente che dovrò essere risarcita e dovrò ottenere un'altra spiaggia, dove portare avanti il mio progetto".

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