Bambina molestata davanti a video porno: il nonno rischia il processo

Per l’accusa, un 76enne avrebbe costretto la nipotina da quando aveva 4 anni a sedere su di lui per dare sfogo alle sue perversioni. Fissata per il 12 dicembre l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio

LECCE - Qualsiasi contatto fisico con le persone la irrigidiva e la faceva chiudere in se stessa. Non sopportava neppure di essere lavata o vestita dalla propria madre. Questi i segnali del malessere di una piccola rosa violata, dai 4 fino ai 9 anni, proprio da chi avrebbe dovuto proteggerla e curarla con amore: il nonno paterno. Sì perché, quest’uomo, un 76enne residente a Brindisi, avrebbe costretto la nipotina a sedere su di lui, dando sfogo alle sue perversioni e, in almeno occasioni, lo avrebbe fatto accompagnato dalla visione di video pornografici.

A raccontarlo sono state le indagini, all’esito delle quali il sostituto procuratore della città messapica Paola Palumbo ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio. L’istanza sarà discussa davanti al giudice Stefania De Angelis durante l’udienza preliminare fissata per il 12 dicembre e durante la quale l’anziano (difeso dall’avvocato Luigi Covella) avrà l’opportunità di respingere le accuse. Accuse affiorate in un centro antiviolenza, al quale si rivolse la madre della bambina, una professionista leccese, preoccupata dai segnali manifestati dalla figlia quando trascorreva del tempo in casa del nonno, dove si era trasferito il padre in seguito alla separazione.

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La relazione dei consulenti fu poi inviata alla Procura di Lecce che per competenza la inoltrò a quella di Brindisi (città in cui si sarebbero verificate le molestie), presso la quale la donna (assistita dall’avvocato Ivana Quarta) sporse denuncia. Nelle carte dell’inchiesta, c’è l’incidente probatorio della bambina, ritenuta attendibile dalla psichiatra Paola Marinò.

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