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Bambino picchiato e denutrito, assolti madre e convivente

La coppia era accusata di maltrattamenti nei riguardi di un bimbo di 5 anni. La Procura aveva invocato 4 anni a testa, ma per il giudice “il fatto non sussiste”

LECCE - La richiesta era di una condanna a quattro anni di reclusione per aver maltrattato un bambino di cinque anni. Ma le accuse mosse sia nei riguardi della madre che del suo convivente  – lui, di aver picchiato il piccolo, lei di  non averlo protetto e di non essersene presa cura adeguatamente (trascurandolo nell’igiene personale e nel nutrimento) – sono cadute nel processo che si è concluso ieri sera. Entrambi gli imputati sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste” dal giudice Valeria Fedele,  chiamata a valutare la vicenda giudiziaria segnata lo scorso maggio da un’ordinanza di custodia cautelare con la quale veniva disposta  la sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale per la madre, e i domiciliari per il compagno.

I due, difesi dall’avvocato Simona Mancini, si sono sempre proclamati innocenti sin dall’inizio dell’inchiesta, partita dalla denuncia del nonno materno, e nell’ambito della quale il bambino era stato ascoltato in sede di incidente probatorio.

Oltre che di maltrattamenti, erano contestati anche i reati di danneggiamento, violazione di domicilio e minaccia, in merito all’episodio avvenuto il 7 marzo 2018 in casa del nonno, dove secondo l’accusa, la coppia avrebbe distrutto oggetti e minacciato di morte la convivente, costringendola a inginocchiarsi a terra.

Ma, come detto, il verdetto è stato di non colpevolezza. Ora, non resta che attendere le motivazioni del giudice che saranno depositate entro novanta giorni.

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