Cronaca Porto Cesareo

Bancarotta da milioni di euro, arrestato nel Salento un noto imprenditore

L'uomo si trovava in vacanza a Porto Cesareo. Eseguita una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano

LECCE - Si trovava in vacanza nel Salento per godere delle bellezze del mare cristallino di Porto Cesareo e del tacco d'Italia. A rovinare le vacanze di Claudio Pitta, imprenditore 44enne originario di Udine ma trapiantato in Ungheria, non è stato lo scirocco ma gli uomini della Guardia di finanza, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti (e di altre tre persone) dal gip del tribunale di Milano Roberta Nunnari su richiesta della Procura meneghina. Pitta, assistito dall'avvocato Stefano Stefanelli, si trova ora in carcere con l'accusa di bancarotta fraudolenta e ricilaggio.  

Al centro della complessa vicenda giudiziaria il fallimento della società Spartaco due spa, avvenuto nel 2014. Da lì, secondo l'ipotesi accusatoria, si sarebbe delineato un gioco di acquisizoni e cessioni societarie, fallimenti e modifiche degli assetti imprenditoriali. Nel mezzo un giro vorticoso di denaro per milioni di euro, soldi distratti (o per meglio dire fatti sparire) dalle casse delle varie società fallite o acquisite.

Pitta, in particolare, è stato il legale rappresentante di alcune società ungheresi coinvolte nell'inchiesta. Un imprenditore con interessi tra l'italia, l'Ungheria e il Lussemburgo. 

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