Bancarotta fraudolenta, di nuovo ai domiciliari l'imprenditore Chetta

Il 65enne di Lequile deve scontare due anni. Di recente ancora nelle cronache per un'inchiesta su una maxi frode in Campania

LEQUILE – Attualmente sotto processo in Campania per un coinvolgimento in una maxi frode con il vino, nel frattempo scatta un nuovo ordine di carcerazione per Rocco Antonio Chetta, 65enne, imprenditore originario di Taviano, ma residente a Lequile. Chetta è stato sottoposto agli arresti domiciliari. La misura è stata disposta dalla Corte d’appello di Milano, poiché il 65enne deve scontare due anni di reclusione per un vecchio episodio di bancarotta fraudolenta. A eseguire l’arresto, i carabinieri della stazione di San Pietro in Lama.

Già al centro in passato di diverse inchieste giudiziarie, proprio di recente il nome di Chetta è tornato nelle cronache per via di un'altra vicenda che verte su una presunta sofisticazione di vini, in cui sono coinvolte anche altre sette persone (sei campani e un altro salentino). Chetta, in particolare, sarebbe stato amministratore occulto e di fatto della Cib Industry srl, per conto della quale, secondo gli inquirenti, avrebbe acquistato saccarosio dal Gruppo AM così da alterare il vino.

CHETTA - Copia-2Nel farlo si sarebbe avvalso come “schermo” della società BCSZ (Bevande Concentrati Succhi Zuccheri), della quale era stato amministratore sino al 20 marzo 2017 e verso la quale sono state emesse fatture del Gruppo Am per un totale di oltre due milioni e 200mila euro relativi all’anno d’imposta 2016 e per oltre un milione e 800mila euro relativo al 2017. Ed è proprio su queste fatture ritenute false che Chetta dovrà rispondere a processo. E intanto, si trova ai domiciliari per la vecchia questione riguardante una bancarotta.

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