Bancarotta fraudolenta milionaria: indagati l’ex presidente di Omfesa De Leo e il figlio

Chiusa l’inchiesta sui presunti illeciti commessi nella gestione della società dichiarata fallita nel 2013. C'è anche un terzo indagato. Sotto la lente della magistratura: bilanci, attribuzioni di compensi e la cessione di un terreno

LECCE - Sono state chiuse le indagini preliminari riguardo ai presunti illeciti commessi nella gestione di Omfesa, Officine meccaniche e ferroviarie del Salento, con sede a Trepuzzi, dichiarata fallita con sentenza emessa dal tribunale civile di Lecce il 25 marzo 2013. Sott’accusa per bancarotta fraudolenta ci sono l’ex presidente del consiglio di amministrazione Ennio Pietro De Leo, di 70 anni, il figlio Gianluca, avvocato di 42, e Giuseppe Pacchioni, 60, di Mantova.

Secondo l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Giovanna Cannarile, il primo avrebbe indicato in sede di bilancio, per gli anni dal 2006 al 2011, dati falsi alterando così la rappresentazione della situazione economico-patrimoniale della società: l’esercizio di ciascun anno sarebbe stato chiuso con utili, anziché con perdite, in considerazione dei quali De Leo avrebbe legittimato compensi straordinari a se stesso, quale presidente del Cda, per un importo complessivo di circa 1 milione 140mila euro. Somma, questa, che sarebbe stata quindi distratta dalle casse della società in pregiudizio anche dei creditori.

Un altro capo d’accusa tira in ballo, oltre a De Leo, anche il figlio Gianluca e Pacchioni, in qualità di legali rappresentanti (il primo dal 2 agosto 2004 al 27 giugno 2012, il secondo dal 25 luglio 2012) della società “Parfe”, con sede a Lecce, che avrebbe ricevuto da Omfesa, come corrispettivo di un credito di oltre 1 milione di euro, un terreno adiacente allo stabilimento, in pregiudizio di altri creditori.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Corleto, Giorgio Memmo, Massimo Manfreda, Angelo Giarda, Vincenzo Matranga.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Travolto con il furgone, amputata parte della gamba destra del 38enne

  • La lite degenera: spunta pistola a salve, investito con violenza con l’auto

  • Favori in cambio di sesso, viagra e battute di caccia, chiesti 12 anni e mezzo per l’ex pm

  • Freddato a 22 anni con un colpo di pistola alla testa, inflitti due ergastoli

  • Ubriaca alla guida colpisce auto, poi si ribalta: illesa una 21enne

  • Da Martano originale campagna per uso della mascherina. Il sindaco: “Monito ai negazionisti”

Torna su
LeccePrima è in caricamento