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Banconote fotocopiate, due donne in trappola con l'accusa di estorsione

La vittima è una pensionata che si è rivolta ai carabinieri, intimorita dalle pressanti richieste. Sono state incastrate

COPERTINO – I carabinieri le hanno incastrate con il più classico dei trucchi: banconote fotocopiate. Nonostante tutto, funziona sempre. L’importante è che i riceventi non subodorino la trappola, vale a dire l’accordo preventivo fra vittime e forze dell’ordine. Ed è così che i militari della tenenza di Copertino hanno incastrato Fabiola Paladini, 52enne di Lequile e Marilena Frisulli, 54enne di San Pietro in Lama.

Avrebbero minacciato una pensionata copertinese, di 58 anni, per farsi consegnare dei soldi. Cinquecento erano gli euro pattuiti, come prima tranche, a fronte di un precedente prestito di circa il doppio. Insomma, la donna, in stato di necessità, non sarebbe stata in grado di far fronte alla restituzione e sarebbe stata pressata in maniera molto spicciola.

Alla fine, spaventata per eventuali conseguenze, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. E sono stati loro stessi, facendo una raccolta in caserma, a racimolare il denaro sufficiente per preparare il trabocchetto. Hanno così passato le banconote sotto la fotocopiatrice, in modo che il confronto del numero di serie servisse a inchiodare le due donne all’atto della consegna, e le hanno rese alla pensionata, che si è così recata a un appuntamento fissato per telefono. Con i carabinieri, ovviamente, nascosti in zona per intervenire al momento opportuno.

E così è stato. Fermate e perquisite, avevano addosso i soldi. Sono scattate quindi le manette e le due donne destinate ai domiciliari con l'accusa di estorsione in concorso. E forse non è tutto. Non si esclude che l’indagine porti ad ulteriori sviluppi.

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