Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Banda dell'Aygo, due le condanne per undici rapine

Roberto Muci e Francesco Carrozzo sono stati riconosciuti colpevoli di episodi risalenti al 2009 e al 2010. Per il primo 5 anni, 4 anni e mezzo al complice. Il giudizio secondo il rito abbreviato

Procura-87

LECCE - Due condanne, a seguito di giudizio con rito abbreviato, per i presunti rapinatori di quella divenuta nota alle cronache come la banda della Toyota Aygo (nelle rapine sarebbe stata utilizzata però anche una Punto grigia). Più di una decina i colpi che Roberto Muci, 26 anni originario di Veglie, avrebbe messo a segno tra il 2009 e il 2010. Muci, che aveva confessato alcune delle rapine che gli erano state attribuite, è stato condannato a 5 anni di reclusione per undici episodi, mentre è stato assolto per altri cinque.

Francesco Carrozzo, 26enne originario di Galatina, è stato condannato invece a 4 anni e mezzo di reclusione per un singolo episodio. Il terzo presunte complice, Lugi Giannotta, 20enne di Galatina, aveva già patteggiato una pena a 4 anni. II pubblico ministero Donatina Buffelli, che ha sostituto in un udienza il sostituto procuratore titolare del procedimento, Giovanni Gagliotta, aveva invocato una pena a 3 anni per Carrozzo e 6 per Muci.

Muci era stato arrestato a ottobre del 2010, a poche ore di distanza dall'ultima rapina. La famigerata Aygo era parcheggiata in una via del centro storico di Leverano, come tante altre vetture. Individuata l'auto, carabinieri si appostarono a lungo, in attesa di eventuali sviluppi. Un'attesa premiata poco dopo dall'arrivo di Muci, bloccato e accerchiato mentre stava per salire a bordo dell'auto. Nella successiva perquisizione del mezzo i militari dell'Arma rinvennero i due registratori di cassa prelevati nel cosdo dei colpi messi a segno, due pistole giocattolo, passamontagna ed alcuni indumenti. Fu proprio grazie alla sua collaborazione che i militari giunsero all'arresto di Luigi Giannotta, insospettabile studente incensurato.

La posizione di Carrozzo, invece, era emersa durante le indagini svolte dai carbinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Campi Salentina, dopo la rapina consumata a Salice Salentino il 22 settembre 2010 ai danni della rivendita di tabacchi "Il sigaro". Il 26enne era stato poi arrestato il 17 dicembre. Roberto Muci era difeso dagli avvocati Luigi Rella e Vito Quarta, Francesco Carrozzo dall'avvocato Massimo Manfredi.

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