"Banda della 166", sconti di pena e un'assoluzione nel processo d'appello

Pene ridotte dai giudici d'appello per il gruppo smantellato nel novembre del 2008 dagli uomini della squadra mobile di Lecce, all'epoca diretta da Annino Gargano, nel corso di un'operazione ribattezzata "Challenge", la sfida. Caduta per alcuni degli imputati l'accusa di associazione per delinquere

LECCE – Sconti di pena, nel processo d’appello, per i presunti esponenti della cosiddetta "banda della 166", e alcuni presunti fiancheggiatori e ricettatori. Un gruppo smantellato nel novembre del 2008 dagli uomini della squadra mobile di Lecce, all'epoca diretta da Annino Gargano, nel corso di un'operazione ribattezzata "Challenge", la sfida. Un nome particolarmente evocativo, quello scelto. Perché di questo si trattò: una vera e propria sfida ad alta velocità, a cavallo del leccese e del brindisino, con la polizia, i carabinieri, le pattuglie di vigilanza. Spesso intercettati, riuscivano a svanire, oltrepassando i 200 chilometri orari.

Ieri i giudici della Corte d’appello hanno assolto Bruno Cosimo per non aver commesso il fatto. Per Vito Sicilia, 31enne di Tuturano, 2 anni e due mesi (anziché 4 anni); 3 anni e due mesi Daniele Vitale, 37enne di Tuturano (7 anni in primo grado); 3 anni e sei mesi per Luigi Antonio Tursi, 48enne di Surbo (6 anni in primo grado); 2 anni e otto mesi per Leonardo Miccoli, 42enne di Cavallino (3 anni in primo grado); 5 anni e 11 mesi per Luciano Liuzzi, 37enne di Brindisi, ma residente a Squinzano (condannato a 11 anni in primo grado). Caduta l’associazione per delinquere.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Ladislao Massari, Antonio Degli Atti, Benedetto Scippa e Mario Ciardo.

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Diversi esponenti del gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero eseguito furti e "spaccate" tra il 2007 ed il 2008. Una decina di colpi circa, spesso seguiti da inseguimenti a rotta di collo. Distributori di carburanti, negozi, rivendite di tabacchi, abitazioni private. Sotto tiro, ogni tipo di attività. 

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