Cronaca Strada Provinciale Collepasso Cutrofiano

Banda della Giulietta “ripulisce" altri negozi. Ma la sua corsa termina a Brindisi

Rinvenuta dopo un inseguimento l'auto utilizzata per i furti a Noha, Parabita e Cutrofiano. Si tratta della stessa banda che ha provato a svaligiare un esercizio a Galatina, e forse anche "Magritte" a Lecce

L'auto rinvenuta e gli agenti di polizia di Brindisi

CUTROFIANO – La banda dell'Alfa Romeo Giulietta torna all’azione. Almeno due i colpi riusciti, nel corso delle ultime ore. Più un quarto furto, non attribuibile alla solita banda, avvenuto a Leverano. Ma l’attività è finita male. Partito l’inseguimento, infatti, l’auto di colore bordeaux è stata persa di vista ma poi rinvenuta in mattinata nella periferia di Brindisi. Dopo il colpo tentato ai danni di un negozio di abbigliamento a Galatina 24 ore prima, i tre malviventi incappucciati hanno sfondato la vetrata di un distributore con un piede di porco, rimediando un bottino composto da merce e contanti. Il furto è stato messo  a segno poco prima dell’alba, intorno alle 4,30, a Cutrofiano. Una banda ha infatti svaligiato l’area di servizio “Q8”, sulla via provinciale che collega Noha  a Collepasso.

Si sono impossessati di merce, tra cui confezioni di sigarette e gratta e vinci per un valore ancora in fase di quantificazione. E poi hanno anche “ripulito” il registratore di cassa. All’interno, una somma di circa 150 euro, il tutto coperto da polizza assicurativa. Poi sono fuggiti a bordo della Giulietta utilizzata per tentare il colpo a Galatina, e forse anche per i due maxi furti ravvicinati ai danni di “Magritte”, risultata rubata nel mese di gennaio, da una via di Taranto.  Ma non è tutto. Scorrazzando nel Salento, infatti, i ladri hanno anche provato a svaligiare un'altra area di rifornimento: il distributore “Buccarella Carburanti” a Noha, la frazione di Galatina. I ladri sono riusciti ad accedere alla rivendita di tabacchi dell'area di servizio, portando via merce e pochi spiccioli. Stessa situazione al distributore Eni sulla Collepasso-Parabita, ma anche qui sono andati via con poche decine di euro.

(Non è invece stato preso di mira il “Camer”, sulla strada provinciale che congiunge Alezio a Parabita, rettifichiamo quanto scritto in precedenza, Ndr).

A Cutrofiano e Parabita sono intervenuti i carabinieri delle compagnie di Gallipoli e Casarano. Alla periferia di Noha, invece, gli agenti di polizia del commissariato galatinese. La caccia interforze ha portato all’avvistamento dell’Alfa Romeo sospetta. Ne è scaturito un inseguimento all'altezza di Giorgilorio, che si è protratto per diversi chilometri, da parte degli agenti di polizia, in direzione nord, verso la città adriatica. I poliziotti, a un certo punto, hanno però perso di vista la vettura dei malviventi. In mattinata, però, gli agenti della sezione volanti di Brindisi hanno trovato la vettura nella zona di viale Ancelotti, non molto distante dal tribunale brindisino. Il mezzo è sotto sequestro, e a disposizione degli inquirenti per i rilievi del caso.

IMG_0851-2I tre individui, che hanno peraltro cercato di speronare più volte gli agenti della squadra mobile durante l'inseguimento notturno, sono ora ricercati. Stando alle risultanze investigative della questura leccese, si trattarebbe di due gruppi criminali, collegati fra loro, che operano in più province della Puglia.

Sembra invece estraneo alla banda della Giulietta un quarto colpo, sempre nella notte, messo a segno ai danni della lavanderia “Ecodry” di Leverano, in via Enrico Fermi. I ladri, servendosi di un cacciavite, hanno forzato la serratura della porta principale, per poi dirigersi verso la macchinetta che contiene le monete che consentono di mettere in funzione gli apparecchi.

Hanno svuotato il cassetto, contenente denaro in fase di quantificazione, e sono scappati. Sul posto, i carabinieri della stazione di Leverano. I militari hanno avviato le indagini, pur non disponendo dei filmati della videosorveglianza. I sospetti ricadono su una banda locale specializzata su furti perpetrati con modalità analoghe. Si tratta, ovviamente, di una prima ipotesi investigativa, che ora gli inquirenti stanno vagliando.

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