Barba-Coppola, veleni e querele

L'ex consigliere comunale acquisisce i filmati di Teleonda sulla conferenza stampa del senatore e prepara una denuncia per diffamazione. L'ex sindaco lo sfida: "La parola ai giudici"

Strascichi e veleni a Gallipoli, proprio nelle stesse ore in cui il prefetto "scioglie" con i sacri crismi il Consiglio comunale e nomina contestualmente il nuovo Commissario, Angelo Trovato. Anche al di fuori da Palazzo Balsamo e dagli uffici di via Pavia, la querelle tra l'ormai ex sindaco Vincenzo Barba e l'emblema dei dissidenti, Giuseppe Coppola, non sembra arrestarsi. Anzi...Tuoni e fulmini in conferenza stampa distribuiti a destra e manca dal senatore azzurro e carte bollate in movimento a margine delle accuse al vetriolo contro i cinque dissidenti. Coppola, già dimissionario dagli incarichi territoriali in quota Forza Italia (coordinatore cittadino e componete del coordinamento provinciale) non ha inteso replicare a mezzo stampa e soprattutto con gli stessi toni a quello che lui stesso ha definito "uno sproloquio" dell'ex primo cittadino.

Il senatore dal canto suo, continua a chiedere la testa, politicamente parlando, del suo detrattore e la sua "logica" epurazione da Forza Italia. Respinge le sirene del Centrosinistra Barba, tacciando come false le rilevazioni anche di qualche quotidiano salentino, circa al circostanza che lo avrebbe visto votare (o meglio astenersi) in favore dell'Unione nazionale al Senato sul caso Visco-Guardia di Finanza. Giura fedeltà a Fitto e agli azzurri (venerdì sera era infatti al comizio di chiusura del candidato Gregorio Dell'Anna in quel di Nardò a stretto giro di gomito con Rocco Palese, Raffaele Baldassarre, e Ugo Lisi). annuncia ai quattro venti la sua rielezione a sindaco di Gallipoli, e si prepara alla prova della verità con lo stesso Giuseppe Coppola. Probabilmente davanti ai giudici. E si perché veleni e querele sembrano all'orizzonte, se è vero come è vero che lo stesso ex consigliere comunale azzurro sta valutando con i suo i legali (tra i quali figura anche Biagio Palumbo esponete dello Sdi cittadino, ma ovviamente chiamato in causa per il suo ruolo professionale di avvocato di rango) l'opportunità di presentare esposti e denunce anche per diffamazione contro Barba. Coppola e gli altri quattro dissidenti hanno infatti appreso, quasi a caldo, le pesanti rivelazioni dell'ex sindaco durante la diretta televisiva di Teleonda e nel corso della quale, come spiegato dal patron dell'emittente locale Luciano Sebaste, il moderatore, Elio Pindinelli, ha mandato in onda i riflessi filmati più significativi della conferenza stampa che poche ore prima si era celebrata al Victoria Palace.

Conferenza in cui Vincenzo Barba ha esposto la "sua verità" e messo a nudo "gli scheletri nell'armadio" dei suoi cinque detrattori. Accuse pesanti e circostanziate. Filmate, registrate e pubblicate di sana pianta anche sulla stampa. Coppola non ha risposto per le rime, ma ha acquisito "la cassetta" relativa alla conferenza stampa dalla regia di Teleonda da allegare, eventualmente, agli atti. E gli atti in questione sarebbero gli esposti e le denunce pronti a partire per "confutare" carte alla mano, le pesanti accuse di "transazioni ammorbidite" (oneri e tassazioni) e di realizzazioni edilizie abusive (piscina) legate all'azienda turistica della famiglia Coppola. Barba come si ricorderà non aveva comunque "risparmiato" pesanti riferimenti nemmeno per gli altri dissidenti: Solidoro, Fedele, Padovano ed Errico.

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Ed in merito alla paventata querela di Coppola il senatore azzurro ha scritto una lettera aperta al suo "oppositore" che riportiamo integralmente di seguito: "Caro Coppola, vedremo davanti ai giudici di quale gallipolinità sei paladino.....Nel rispetto dell'operato doveroso e certosino della Magistratura, nessuno può farci divieto di attendere, con libera curiosità, gli eventuali strascichi di natura penale nei nostri confronti che deriverebbero, a quanto si legge da articoli firmati sulla stampa, dall'ampio mandato che il Coppola avrebbe dato ai suoi legali di valutare se, nelle mie dichiarazioni, espresse nella conferenza stampa di venerdì 8 u.s., ci siano i presupposti per una querela per diffamazione. Premesso che attendiamo con ansia il momento in cui dovessimo essere chiamati a dire la nostra sull'accaduto, mi preme sottolineare che, quanto ho detto, oltre a corrispondere a verità, è soltanto la punta dell'iceberg. Certamente il giudice che dovesse ascoltarci, ci rimprovererebbe… ma ci rimprovererebbe per aver detto troppo poco rispetto a quanto la questione meriterebbe. Nessuno, insomma, può pensare di tener sotto ricatto Vincenzo Barba, non avendo io alcuno scheletro nell'armadio. Il mio unico obiettivo è quello di far trionfare in ogni circostanza e in ogni modo l'amata e vera gallipolinità. D'ora in avanti sarò sempre impegnato a far vincere la gallipolinità, quella vera, quella che deve essere intesa come amore spassionato per la propria città, un amore che deve tradursi in comportamenti finalizzati al bene pubblico, al bene della collettività, al bene di tutti i cittadini. Il mio compito, d'ora in avanti, sarà quello di smascherare, giorno dopo giorno, la finta gallipolinità dietro la quale si nasconde semplicemente l'imbarazzo di chi non è riuscito a mettere le mani sulla città. Vincenzo Barba va avanti con la fronte alta in lungo e in largo, in alto e in basso. Si apprenderà sicuramente che se c'è qualcuno che dall'amministrazione non ha mai tratto alcun beneficio quello è certamente Vincenzo Barba. Io non ho mai transato, come ha fatto il Coppola con la precedente Amministrazione, per non pagare i miei debiti con il Comune (non convogliando così nelle casse comunali denaro che sarebbe servito per tanti progetti sociali), non ho mai tradito i miei cittadini e la mia città, non ho mai, nemmeno una volta, anteposto il mio bisogno a quello della collettività gallipolina. Il sottoscritto può dire ciò a caratteri cubitali, il Coppola avrebbe qualche problema a farlo. Ma se vogliamo far trionfare la gallipolinità, sarà bene confrontarci a carte scoperte, di questo dobbiamo parlare quando ci confrontiamo, senza lasciarci andare in inutili soliloqui, ma rimanendo ben aderenti alla realtà. E per me sarà realmente interessante farlo, alla luce del sole".

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