Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Barca a vela carica di migranti al largo del Capo di Leuca: in 76 stipati a bordo

In azione motovedette della guardia costiera Otranto e Santa Maria di Leuca, insieme con la finanza. La prima segnalazione, in prossimità delle coste, partita da qualcuno all'interno della barca. La seconda da un peschereccio

Foto di repertorio.

 

SANTA MARIA DI LEUCA – Una barca a vela, carica di migranti, è stata abbordata intorno alle 10,30 del mattino dalle motovedette della guardia costiera dell’ufficio circondariale marittimo di Otranto e di Leuca. La segnalazione è giunta proprio dall’interno dell’imbarcazione, al numero d’emergenza 1530: da Roma la chiamata è stata subito smistata nel Salento e la macchina operativa s’è subito messa in moto.

Le operazioni, con l'ausilio della guardia di finanza, sono in fase avanzata. Un elicottero s'è anche levato in volo, a supporto delle vedette in mare. Sono settantasei i migranti approdati intorno alle 13  nel porto di Santa Maria di Leuca. Tutti maschi, mediorientali, presumibilmente provenienti dall'Afghanistan. Cinque sono stati condotti nell'ospedale "Panico" di Tricase per accertamenti.

La chiamata, partita dalla barca indicava, in un primo momento, una posizione erronea, “in front of Otranto”, davanti ad Otranto. E’ subito partita una prima motovedetta, che ha perlustrato lo specchio d’acqua nei pressi della Città dei Martiri, senza però trovare traccia della barca. Quasi contemporaneamente, però, dalla zona del Capo di Leuca è giunta una seconda segnalazione, questa volta di un peschereccio, il cui comandante ha spiegato di aver avvistato un’imbarcazione a vela sospetta.

Una seconda motovedetta è quindi salpata in cerca del natante, rintracciandolo grazie alle coordinate fornite. Data la tempestività dell’intervento, che ha di gran lunga preceduto lo sbarco, è stato individuato e arrestare anche lo scafista. Si tratta di un uomo di origine ucraina. Ha tentato di fuggire a bordo di un piccolo tendere, ma è stato subito bloccato.Tutti i migranti sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza "Don Tonino Bello" di Otranto, con l'aiuto della Misericordia, dove hanno ricevuto assistenza e cure, prima di essere interrogati.

L'utilizzo di barche a vela e di lussuosi yacht, che partono dalle coste greche e turche, è una delle tattiche per cercare di passari inosservati. Tuttavia, spesso il peso eccessivo fa sprofondare la carena, e questo rappresenta per gli operatori in mare un chiaro segnale della presenza di molti individui stipati a bordo. In questo caso, si tratta di una barca a vela ci 13 metri che è stata sequestrata.

Un'avvisaglia della ripresa delle attività si era avuta all'alba del 30 aprile, quando è stato intercettato un motoscafo appena sbarcato. A bordo, presumibilmente, una decina di algerini, sei dei quali, però, sono scappati

 

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