Barca a vela sotto sequestro s'inabissa nel porto commerciale di Leuca

Il natante era tenuto con varie cime, fermo dal 20 agosto. Ora sta colando a picco. Immersioni dei vigili del fuoco per una valutazione: servirà una gru

CASTRIGNANO DEL CAPO – Quella barca era ferma nel porto commerciale di Santa Maria di Leuca fin dal 20 agosto scorso. Sotto sequestro da parte della Procura di Lecce, dopo un trasporto di migranti per uno dei tanti sbarchi avvenuti nel tempo sulle coste salentine. Questa mattina ha iniziato a colare a picco. E’ andata a fondo per circa 3-4 metri. E ora è mantenuta a galla solo da una serie di cime, tutte quelle che era stato possibile reperire nell’immediato, oltre a quelle a bordo dello stesso natante.

La barca, lunga 17 metri, di ferro e vetroresina, era stata messa in sicurezza in questo modo, ma fin dalle prime ore di questa mattina, per motivi ancora non chiari, ma probabilmente derivanti dall'assenza di manutenzione, è stata ritrovata con la cosiddetta opera morta sott’acqua. La locuzione, nel gergo marinaresco, sta a indicare la parte dello scafo sopra il piano di galleggiamento.

IMG-20160320-WA0019-2La capitaneria di porto ha subito avvisato i vigili del fuoco, che hanno inviato i sommozzatori da Tricase, Lecce e Bari. I vigili si sono immersi per una valutazione e per il momento la barca resta in equilibrio, aggrappata sempre ai cavi. Per issarla, però, occorrerà una gru. Si è stimato che al momento, considerando anche l’acqua imbarcata, la barca a vela pesi tra le 40 e le 50 tonnellate, quindi occorrerà un mezzo da almeno 150 tonnellate per riportarla in superficie.

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In situazioni normali, una simile operazione ricadrebbe sui proprietari, a livello di spese, ma in questo caso è chiaro che dovrà essere un costo sostenuto dallo Stato. L’aspetto rincuorante è che il rischio d’inquinamento ambientale è davvero molto basso. Trattandosi di una barca a vela, è presente solo il motore ausiliare.   

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