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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Anche due salentini fra i 18 a processo per i disordini di Casapound a Bari

Al termine di un corteo organizzato per la visita di Matteo Salvini, all’epoca ministro dell’Interno, vi fu un'aggressione da parrte di aderenti al movimento provenienti da tutta la Puglia

BARI - Ci sono anche due salentini, M.V., 29enne di Carmiano e I.M., 25enne di Veglie, fra i diciotto rinviati a giudizio nel processo scaturito dai disordini avvenuti il 21 settembre del 2018 a Bari, quando un gruppo di manifestanti antifascisti, al termine di un corteo organizzato per la visita di Matteo Salvini (all’epoca ministro dell’Interno) fu aggredito da aderenti al movimento Casapound.

Così ha deciso oggi il gup del tribunale di Bari, Francesco Mattiace. I reati, contestati a vario titolo, sono di riorganizzazione del disciolto partito fascista e lesioni personali aggravate. Il processo si aprirà il prossimo 13 ottobre. Molti di più erano, però, gli indagati iniziali (che quel giorno arrivarono da tutta la Puglia). Uno degli imputati ha ottenuto il rito abbreviato, mentre altri nove svolgeranno dai 6 agli 8 mesi di lavori socialmente utili. 

Come riporta l’agenzia Ansa, il procuratore di Bari Roberto Rossi ha motivato la richiesta di rinvio a giudizio in quell’aggressione rimarcando il fatto che sia “stata usata la violenza come strumento di lotta politica, che è tipica dello squadrismo, storicamente manifestazione del partito fascista”. L’aggressione avvenne nel rione Libertà e il tribunale di Bari dispose successivamente anche il sequestro della sede del movimento politico. Tra le vittime del blitz ci fu anche l’allora eurodeputata Eleonora Forenza, ammessa fra le parti civili, fra le quali compaiono anche Comune di Bari e Regione Puglia.

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