Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Barricate contro la spending review: "Società in house condannate a morte"

Sanitaservice di Lecce rischia lo scioglimento a fine 2013 ed Usb annuncia mobilitazioni in favore degli 850 internalizzati. Il direttore della Asl, Mellone non esclude il ricorso in giudizio contro "volontà punitiva del Governo"

 

LECCE - La scure della "spending review" governativa sta per abbattersi sulle società pubbliche e partecipate dell'intera regione, comprese le società in house appositamente create nelle varie Asl per la gestione diretta di molti servizi: ausiliariato, portierato, pulizie, gestione del verde, sistema informatico e 118. A Lecce, dopo un'estenuante battaglia dei lavoratori ed alcuni ritardi, la platea degli internalizzati in Sanitaservice oggi ammonta apiù di 800 persone.

L'allarme è stato lanciato ieri pomeriggio dal governatore Nichi Vendola che ha incontrato, insieme all'assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini, i sindacati per fare il punto sui probabili effetti che l'articolo 4 del decreto legge 95 del luglio 2012, definendo i tagli del Governo "l'accelerazione di un disegno politico di smantellamento del pubblico che non ha precedenti nella storia italiana".

Al coro dei no regionali alla cancellazione, come un colpo di spugna, delle internalizzazioni si unisce la segreteria leccese di Usb che definisce queste disposizioni "un'opera dimacelleria sociale che produrrà un impoverimento dei lavoratori, facendo pagare il conto della crisi ai cittadini". L'unione sindacale di base promette mobilitazioni per la cancellazione dell'articolo 4 che prevede la messa in liquidazione delle società pubbliche, "facendo tornare indietro l'orologio della storia". L'accellerata verso la privatizzazione, per Sanitaservicesignificherà un ritorno al passato: a quella logica degli appalti di cui, in molti, intendevano liberarsi.

"Proveniamo da un sistema clientelare, fatto di coordinatori - padroni delle aziende private e lì rischiamo di tornare. Ma non lo permetteremo", spiega Gianni Palazzo, referente leccese del sindacato che non capisce il vantaggio economico del ritorno al vecchio sistema. Se la spending review ha come obiettivo il risanamento dei conti pubblici sul lungo periodo, "è vero anche che la creazione di Sanitaservice ha prodotto un risparmio di 250 mila euro solo nel primo trimestre del 2011 e un milione di euro per la gestione diretta del sistema informatico. - spiega Palazzo - Lo scioglimento previsto entro la fine del 2013, non dovrebbe applicarsi indiscriminatamente, e soprattutto in quelle realtà che hanno garantito un risparmio".

valdo mellone direttore asl-4 La linea del governo Vendola, appoggiata dal sindacato è chiara: proporre emendamenti al decreto legge per limitare gli effetti, o addirittura, cancellare l' articolo incriminato che lascia i giorni contati alle società controllate   dalle pubbliche amministrazioni, prevedendo lo scioglimento oppure la vendita, con conseguente assegnazione dell'appalto per 5 anni a partire dal 2014.

Volendo scavare a fondo nell'articolo 4, il comma 8 dice dispone che, a partire dal 2014, la gestione in house potrà avvenire, a condizione che il valore economico del servizio non superi i 200 mila euro annui. Abbiamo chiesto al direttore generale della Asl di Lecce se in questa specifica, può esserci la scorciatoia per garantire la sopravvivenza di Sanitaservice: "Impossibile perchè la cifra è per noi troppo bassa. Chiaramente l'articolo 4 è il segno di una volontà punitiva del Governo incomprensibile ed inaccettabile – spiega Valdo Mellone - Non è questa la modalità migliore per gestire la situazione economica nazionale. Noi ci opporremo con fermezza e non posso che associarmi a chi sta elaborando emendamenti da presentare al decreto legge. Non escludo nemmeno che agiremo in giudizio per sventare la messa in liquidazione di Sanitaservice che ha prodotto un notevole risparmio per la collettività, certificato dal bilancio regolarmente depositato".

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