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Bastonato in ginocchio da uomini e donne per rapinarlo

L'aggressione vicino alla stazione a Lecce. Gli agenti della polfer arrestano quattro persone ritenute responsabili in concorso di rapina, lesioni e porto illegale di oggetti ai danni di un marocchino

Due uomini, due donne, in quattro hanno preso a bastonate un marocchino residente a Lecce per poi derubarlo del suo telefonino. Una squallida vicenda, che se avesse avuto gli "attori" invertiti in nei ruoli, quattro marocchini che pestano un italiano, chissà quale altra risonanza mediata avrebbe avuto. Tutto è accaduto ieri mattina nei pressi della stazione ferroviaria di Lecce con gli agenti della polfer che arrestano quattro persone ritenute responsabili in concorso tra loro di rapina, lesioni e porto illegale di oggetti atti ad offendere (il bastone usato per picchiare la vittima). Si tratta di Antonio Miglietta, 41 anni, di Trepuzzi, già destinatario di avviso del Questore; Costanza Busco, 22enne, di Mola di Bari, anche lei soggetto con avviso del Questore; Valter Sansò, di Taviano, sulle spalle un precedente per omicidio volontario perpetrato nel gennaio del 1994, quando in seguito ad una vicenda familiare decide di armarsi di una pistola Beretta calibro 22 e di esplodere dei colpi di arma da fuoco all'indirizzo di un uomo uccidendolo. Fatto per il quale il Sansò ha scontato una pena detentiva a dodici anni di carcere dal quale è uscito nel luglio del 2007 a seguito di applicazione dell'indulto. La a finire in manette è stata Ornella Romano, 31 anni, di Squinzano, incensurata fino a ieri.

Tutto ha inizio con una segnalazione al "113". Un residente dall'altra parte del telefono racconta di aver sentito forti lamenti provenienti da una delle tante casupole abbandonate ubicate a ridosso della stazione. Dall'altra parte del telefono qualcuno che abita da quelle parti dice alla polizia che sui binari della ferrovia, precisamente in corrispondenza di Via Donizetti, c'è in atto un'aggressione: quattro individui stanno pestando la loro vittima.

Intanto, poco dopo la segnalazione al 113, in prossimità del chiosco-bar che si trova di fronte l'ingresso della stazione, gli agenti fermano quattro persone, perché nel gruppo ci sono tre individui, due uomini ed una donna, che corrispondono perfettamente ai tratti somatici degli aggressori che poco prima aveva notato il residente. E nel frattempo, presso gli uffici della polfer, un cittadino marocchino con gli indumenti sporchi di sangue riferisce di essere stato picchiato da quattro persone, due uomini e due donne. Nella circostanza l'uomo, identificato come cittadino di nazionalità marocchina regolarmente residente a Lecce, racconta di essere stato aggredito e derubato del proprio telefonino, fornendo anche le descrizioni dei malfattori che guarda caso portano dritto al gruppetto fermato presso il chiosco-bar della stazione.

Un ulteriore riscontro incontrovertibile sulla responsabilità dei quattro arriva con la precisa indicazione fornita dal marocchino, che conduce a due degli aggressori, che sarebbero stati Antonio Miglietta e Costanza Busco. Altre due testimonianze rafforzano intanto la denuncia della vittima, dichiarazioni che riferiscono di aver udito urla provenire dall'interno di una piccola abitazione dalle parti di via Donizetti. Le urla erano in una lingua sicuramente straniera e subito dopo, in un corretto italiano, qualcuno avrebbe udito l'ordine "inginocchiati".

Immediatamente dopo questa frase i testimoni dicono alla poliazia di aver sentito chiari tonfi, come se stessero picchiando qualcuno. Dopo pochi minuti, dall'interno della casupola escono quattro persone che si dirigono verso la stazione. Una tra queste ha in mano un lungo bastone, che gettato poco dopo lungo i binari, a circa dieci metri dalla abitazione, bastone che poi gli agenti rinvegnono e sequestrano. Le dichiarazioni della vittima in effetti indicavano come l'inizio dell'aggressione fosse stata addirittura sui binari della ferrovia e poi proseguita nella casupola, in quanto la stessa vittima aveva cercato di farsi restituire il cellulare sottrattogli da una delle due donne, ottenendo per tutta risposta la ripresa dell'aggressione ad opera dei quattro in modo ancora più cruento.


La vittima è poi trasportata a bordo di una ambulanza presso il "Vito FAZZI" di Lecce, dove i sanitari hanno diagnosticato al marocchino una ferita lacero contusa alla regione parietale sinistra, ferite alla mano sinistra e all'avambraccio, Ne avrà per sette giorni.

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