Beccato l'Arsenio Lupin che derubava gli anziani

Denunciato dagli agenti di polizia di Lecce l'autore di diversi furti compiuti ai danni dei malcapitati all'uscita di poste e banche. L'uomo è di Cosenza. Si cerca il complice

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Il tour del ladro sessantenne in giro a derubare gli anziani all'uscita degli uffici postali e degli istituiti di credito di mezza Italia si è concluso a Lecce. La tecnica che S.R., di Cosenza, utilizzava per ripulire con destrezza le sue vittime, d'altronde, era semplice e allo steso tempo assai fruttuosa, motivo per il quale gli investigatori della Questura di Lecce hanno dovuto faticare non poco prima di mettere fine a suoi colpi.

L'uomo, che agiva con l'aiuto di un complice, aspettava pazientemente che gli anziani, le sue vittime preferite, uscissero dagli uffici postali o dalle banche, quindi si avvicina al pensionato di turno per imbrattargli i vestiti e poi riparava subito all' "involontario" incidente prodigandosi a ripulire gli indumenti della vittima prescelta. Frazioni di secondi in cui il ladro "gentiluomo" approfittava per sfilare con destrezza il portafogli dal cappotto del malcapitato, ma solo dopo essersi accertato che quest'ultimo avesse prelevato. I colpi si sono succeduti a Lecce a ritmo frenetico dal 30 gennaio al 7 febbraio, in pieno inverno. Periodo in cui ad una delle vittime leccesi il ladro aveva portato via con lo stesso stratagemma 2000 euro.

E gli investigatori sono giunti sulle tracce del borsaiolo grazie a quest'ultima vittima. Dopo aver sottoposto alla sua attenzione la foto segnaletica dell'individuo, lo sfortunato pensionato ha potuto riconoscere che a sfilargli il denaro dal giaccone era stato proprio il ladro imbrattatone. Finora sono quattro le denunce raccolte dalla polizia, da cui risulta che il malvivente, pin pochi giorni, è riuscito a rubare denaro per 8.300 euro.

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Prima di denunciare l'autore dei furti commessi ai danni degli anziani, gli agenti hanno dovuto visionare non pochi filmati ripresi dai circuiti di video-sorveglianza di istituti di credito e sedi postali ma soprattutto ricercare nelle banche dati del ministero degli Interni episodi analoghi, scene con il ladro all'opera anche in altre province italiane. La scorsa estate la Squadra mobile di Taranto era infatti riuscita ad attribuirgli la paternità di alcuni furti compiuti sempre con la stessatecnica in quel di Martina Franca. Ma episodi simili, infatti, si erano verificati già nel 2005.

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