Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Morte Benincasa, per i legali ambulanze non a norma. Chiesta nuova perizia

Discussa davanti al gip la richiesta di archiviazione. Secondo il pm non emergono elementi utili alle tesi dell'accusa, ma secondo gli avvocati determinante non sarebbe stato solo il presunto ritardo

Uno dei legali della famiglia di Benincasa, Stefano Prontera.

LECCE – E’ stata discussa oggi, dinanzi al gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Emilio Arnesano nell’ambito del procedimento relativo alla morte di Carlo Benincasa, consigliere comunale del Pd leccese scomparso nell'aprile 2011. Secondo il pubblico ministero, infatti, “non emergono elementi idonei per sostenere l'accusa in giudizio. Ed invero i consulenti tecnici hanno accertato che l'intervento delle autoambulanze e della prestazione sanitaria è stata tempestiva e corretta, non sussistendo quindi alcun profilo di colpa a carico degli operatori sanitari”.

Diversa la tesi dei familiari del politico leccese, secondo cui non sarebbero stati solo i ritardi nell'arrivo dell'ambulanza del 118, ma anche il trattamento di primo intervento praticato dai sanitari. Una tesi sostenuta nell'opposizione alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero presentata dai legali della famiglia Benincasa, gli avvocati Stefano Prontera e Paolo Pepe. Cinque le persone iscritte nel registro degli indagati: un medico, due infermieri ed altrettanti operatori di soccorso. Secondo la moglie e il figlio del politico, i soccorsi sarebbero arrivati presso l'abitazione dove Benincasa era stato colto da malore con alcuni minuti di ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge: otto minuti per i centri urbani.

Per i legali, attraverso anche il parere di un consulente di parte, il dottor Perrone, vi sarebbero poi stati “profili di negligenza, imprudenza e imperizia nell'assistenza prestata dai sanitari del 118, con l'attivazione di procedure nocive per Carlo Benincasa, tali da determinare un collasso delle condizioni dello stesso, così come peraltro confermato dai testimoni oculari presenti dal momento del primo malore sino al tragico evento”. In sintesi, secondo quanto scritto nell’atto di opposizione, vi sarebbero stati ritardi nell'intervento dei sanitari e negligenze degli stessi, che avrebbero accelerato un decesso che, con ogni probabilità, poteva essere evitato.

I legali, inoltre, hanno evidenziato come le ambulanze intervenute a casa Carlo Benincasa, sarebbero le stesse sequestrate su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, nell’ambito di un’inchiesta che vede indagati i titolari di due associazioni, la “Procivil Lecce onlus” e la “Soccorso e protezione civile Lecce” per presunte “gravissime anomalie nella gestione del servizio del 118 in convenzione con la Asl”. La parola spetta ora al gip che si è riservato di decidere in merito al caso. Tre le possibili soluzioni: l’archiviazione, il conferimento di una perizia collegiale e la richiesta al pubblico ministero di formulare l’imputazione coatta.

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