Sabato, 20 Luglio 2024
La scritta oltraggiosa / Lizzanello / Via della Libertà

Bestemmia sulla porta d’ingresso della chiesa matrice: “Vergogna e amarezza”

È accaduto a “Maria Santissima Addolorata” di Lizzanello col parroco che ha deciso di pubblicare sui social la scritta blasfema con un invito alla riflessione sull’episodio. Ferma condanna delle istituzioni e dell’arcivescovo

LIZZANELLO - Una bestemmia sulla porta d’ingresso della chiesa matrice: non è stato un piacevole risveglio quello di ieri, domenica 19 novembre, per la comunità di Lizzanello, e, in particolare, per i fedeli del paese che hanno ritrovato all’esterno della chiesa parrocchiale, intitolata a “Maria Santissima Addolorata”, in via Della Libertà, una scritta blasfema.

Un gesto che ha turbato le celebrazioni domenicali e che ha colpito nella sensibilità molti cittadini, credenti o meno. A rinvenire il tutto è stato il parroco, don Francesco Morelli, che, senza alcuna censura, ha pubblicato la foto sui canali social della parrocchia, stigmatizzando il gesto col messaggio e invitando tutti a riflettere: “Cari genitori, questo è il risultato dopo aver richiamato alcuni adolescenti sull'educazione, il rispetto, la collaborazione. Riflettiamo!”.

Un messaggio forte e diretto che ha scatenato numerose reazioni e diversi commenti tra chi parla di “vergogna” e chi di “fallimento educativo” oppure chi auspica l’installazione di sistemi di videosorveglianza per scongiurare episodi simili.

Tanti i messaggi di solidarietà al parroco e alla comunità nelle ore successive, a partire dall’arcivescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia che in una nota condanna fermamente il gesto e lancia un appello: “Quello che è successo - scrive - lascia tanta amarezza. Ma oltre alla dura condanna di un simile gesto sconsiderato e offensivo, anche per chi ha realizzato quella scritta così brutale, è il momento anche di riflettere e di interrogarsi”.

“La mia vicinanza personale e affettuosa – prosegue l’arcivescovo -, e la solidarietà della diocesi al parroco don Francesco Morelli e all’intera comunità. È un gesto che ci ricorda che la missione educativa dei ragazzi e degli adolescenti è una missione che chiama in causa tutti: famiglie, parrocchie, istituzioni, scuole. La bellezza del futuro dipende dalla capacità di costruire tutti insieme un sistema di valori, di educazione e rispetto”.

“Su questo – conclude l’arcivescovo - c’è molta strada da fare: facciamola insieme collaborando tutti per il bene e il futuro dei nostri ragazzi. Chi ha a cuore i ragazzi e il futuro delle giovani generazioni non minimizzi, non sottovaluti questi episodi. Bisogna tenere alta la guardia”.

Anche il sindaco Costantino Giovannico e l’amministrazione comunale esprimono solidarietà nei confronti del parroco per quello che definiscono “il vile oltraggio perpetrato ai danni della chiesa matrice” e di “un episodio che deve suscitare vergogna in tutti noi non solo per il contenuto blasfemo, ma anche per la mancanza di rispetto al credo religioso condiviso da tanti e che seppur fosse condiviso da pochi, andrebbe sempre e comunque rispettato”.

La scritta blasfema“Deve far riflettere – scrivono dall’amministrazione - quanto sia indicibile il livello di bassezza degli autori, ma anche di quanto siano latitanti le loro famiglie che non sono riuscite ad impartire né educazione né senso civico, contribuendo al fallimento di ragazzi allo sbando che si sentono forti solo quando si abbandonano al turpiloquio e alle bestemmie. Noi dobbiamo puntare su altri modelli per invertire la rotta e salvare dal baratro le nuove generazioni”.

Dopo la solidarietà ricevuta è lo stesso don Francesco a lanciare un ultimo messaggio a nome dei fedeli, esprimendo gratitudine alle istituzioni locali e a tutti coloro che hanno condiviso l’amarezza per l’accaduto che “tradisce le radici e le tradizioni cristiane di un popolo che questa mattina – racconta -, immediatamente, ha rivolto al Signore la preghiera per invocare il perdono per questi nostri figli e la grazia del pentimento, perché possano comprendere che non si è grandi offendendo e denigrando, ma rispettando e amando. È rifiutando Dio – concludo - che rifiutiamo l'amore nella nostra vita, perché Dio è solo Amore”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bestemmia sulla porta d’ingresso della chiesa matrice: “Vergogna e amarezza”
LeccePrima è in caricamento