Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Centro / Porta Napoli

Se con la bici in città rischi la vita: "E' ora di istituire le Zone 30"

Appuntamento per sensibilizzare le istituzioni, Comune di Lecce in testa, domani sera nei pressi di Porta Napoli. I partecipanti sfileranno sulle due ruote, vestendo una tuta bianca, per dire basta alle stragi nei centri urbani

 

LECCE - Una biciclettata per dire basta alla strage e per gridare “La mattanza deve finire'. Ma non solo.  Chiedere innanzitutto il rispetto dei limiti di velocità su tutte le strade e l'immediata attuazione delle cosiddette “Zone 30” nelle città e nei centri urbani in generale. Vale a dire il limite di velocità imposto agli automobilisti. 

Un’iniziativa di tutto rispetto, soprattutto a Lecce, dove spesso gli automobilisti scambiano le strade per autodromi (viale dell’Università, per esempio), ignorando strisce pedonali e chi viaggia insella alla propria bicicletta. E proprio nel capoluogo salentino l'appuntamento per sensibilizzare le istituzioni, Comune di Lecce in testa, è previsto domani, venerdì 16 novembre, alle 19.30, nei pressi di Porta Napoliaa-34-11

“Sarà una passeggiata silenziosa, in tuta bianca – dicono gli organizzatori, I salvaiciclisti organizzati di Lecce - perché è ora di alzare la testa e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità per cercare di cambiare, di fare in modo che questa guerra sulle strade, con relative morti ‘bianche’ di ciclisti e pedoni, abbia finalmente termine”.

E’ aggiungono: “È lo scontro tra due visioni del mondo: da un lato un gruppo di scout in bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l'ambiente e il territorio, dall'altro il conducente di un mezzo, sovradimensionato e blindato, che non rispetta limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di ‘ostacoli umani’ che ne intralciano il percorso. Sono due visioni del mondo antitetiche: le migliaia di morti che ogni anno ci sono sulle nostre strade, in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una tragica ‘normalità’. Ci sono gravi responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che percorrono; nel considerare i limiti di velocità come ‘opzionali’; nel punire in modo blando o addirittura non punire affatto comportamenti palesemente criminali”.

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