Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

“Compleanno” delle fiamme gialle, i dati 2020: migliaia di interventi, lotta al welfare mafioso

Per il 247esimo anniversario la guardia di finanza illustra i principali ambiti di intervento dello scorso anno: frodi col reddito di cittadinanza da parte di titolari di ville e auto di lusso, truffe con i fondi del Governo e dell’Ue e riciclaggio di denaro da parte dei clan per creare consenso

Una delle maxi operazioni del 2020 delle fiamme gialle leccesi.

LECCE – Anche il comando provinciale della guardia di finanza di Lecce festeggia il 247esimo anniversario dalla fondazione del corpo e stila un bilancio delle attività del 2020. Sono in totale 6mila e 200 gli interventi effettuati nel Salento e circa 688 le indagini avviate contro le infiltrazioni criminali nell’economia locale. Nella cerimonia che si è tenuta nella mattinata di oggi, infatti, sono stati divulgati i numeri relativi all’anno passato. Le attività dei finanzieri si sono concentrate in particolar modo nella lotta all’evasione fiscale, incrociando i dati delle banche dati del fisco e quelle della polizia relativamente ai contribuenti ritenuti “ad elevata pericolosità fiscale” e cercando di  rintracciare le ricchezze nascoste all’estero e nei cosiddetti paradisi fiscali. Un caso di evasione fiscale internazionale è stato scoperto: è riconducibile a organizzazioni occulte, alla fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale di soggetti e società e alla detenzione illegale di capitali oltreconfine.

Nel 2020 sono stati scoperti 88 evasori totali, esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti all’amministrazione finanziaria e 88 lavoratori in “nero” o impiegati in maniera irregolarie. Sono state eseguite, inoltre, 107 indagini di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 98 individui. Il valore dei beni sottoposti a sequestro per reati fiscali si attesta attorno ai due milioni di euro, mentre le proposte di sequestro tuttora al vaglio dell’autorità giudiziaria ammontano a ulteriori 16 milioni di euro. Ammontano, invece, a 137 gli interventi eseguiti in materia di accise, anche a tutela del mercato dei carburanti. Complessivamente sono state sequestrate 75 tonnellate di prodotto e accertate 8,5 mila tonnellate consumate in frode. Ma non solo. Notevoli anche i numeri relativi al fenomeno del gioco illegale ed irregolare: nel 2020 sono scattate sanzioni per 207mila e sei denunce in stato di libertà.247-GDF-PUGLIA-2

Nello scorso anno, inoltre, i militari delle fiamme gialle si sono occupati anche di illeciti in materia di spesa pubblica, per sorvegliare il corretto impiego delle risorse messe a disposizione da Governo e Unione europea per la fase di ripartenza dopo il lockdown. Complessivamente sono stati mille e 169 i controlli per verificare i flussi di spesa: dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 88 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 11 deleghe svolte con la Corte dei conti. A livello nazionale, la guardia di finanza ha scoperto frodi ai danni del bilancio nazionale e comunitario pari a oltre 4,6 milioni di euro, mentre si attestano su circa due milioni quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con 202 denunce.

A livello regionale, su tutta la Puglia, scoperte anche indebite percezioni di contributi per tre milioni di euro in tema di strumenti finanziari per le politiche agricole. Ulteriori 700mila euro, inoltre, sarebbero stati percepiti sempre in maniera indebita in relazioni ai fondi strutturali messi a disposizione dall’Unione europea. Sono 409 i controlli seguiti dai militari in materia di spesa previdenziale e assistenziale e che hanno consentito di accertare prestazioni non spettanti per circa 2 milioni di euro. Con riguardo alla sola spesa previdenziale (assegni sociali, pensioni di guerra, invalidità civile e altre) sono state accertate frodi per oltre 400mila euro. Uno “sguardo” particolare, da parte degli inquirenti delle fiamme gialle, sul reddito di cittadinanza: 1,3 milioni di euro indebitamente percepiti e oltre 200mila euro di contributi richiesti e non ancora riscossi sul territorio regionale. Sono stati 167 i cittadini deferiti: tra questi anche titolari di ville e auto di lusso, evasori fiscali e affiliati ai clan mafiosi.

Spesa sanitaria

Sono 12 gli interventi portati a termine dai reparti locali in relazione al Piano operativo finalizzato alla tutela della regolarità della spesa sanitaria. Le frodi scoperte hanno raggiunto l’ammontare di oltre 28mila euro, con sequestri, a carico dei responsabili, di valori e disponibilità per quasi 330 mila euro. Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a oltre 66 milioni di euro: di questi ultimi, circa 33 milioni di euro sono appalti riferiti alla spesa sanitaria.  In totale sono 36 i denunciati per reati in materia di appalti, corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione. Sei, invece, gli arresti. Sempre restando in tema di emergenza epidemiologia, la guardia di finanza in Puglia ha eseguito oltre 3mila e 500 controlli per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, che hanno consentito di sanzionare 428 soggetti e di denunciare a vario titolo, 74 cittadini.  

Contrasto alla criminalità organizzata

Ammonta a 20mila euro il valore del sequestro di beni a seguito di quattro attività in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio: gli interventi si sono conclusi con altrettante persone denunciate, di cui due tratte in arresto. I settori più delicati in tale ambito, utilizzati anche dalla malavita per creare consenso tramite i posti di lavoro, sono quelli relativi allo smaltimento dei rifiuti, dei servizi funerari, delle sanificazioni, delle distribuzioni dei dispositivi di protezione.

Con riguardo alla prevenzione, sono state vagliate 229 segnalazioni di operazioni sospette in Puglia, di cui 196 sottoposte a indagini più approfondite, otto delle quali attinenti specificamente al fenomeno del finanziamento del terrorismo. Nel campo dei reati fallimentari, sono stati operati sequestri di beni per un valore pari a circa 3,5 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 21 milioni di euro. 

In applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 26 individui, mentre i provvedimenti di sequestro e confisca eseguiti hanno raggiunto, complessivamente, la quota di 12 milioni di euro. Ammonta, invece, a 250mila euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’autorità giudiziaria per il sequestro.  Tali misure ablative ricomprendono l’esecuzione di sequestri di prevenzione, ai sensi del Codice Antimafia, per oltre 410mila euro e confische in via definitiva di beni per circa 3,8 milioni di euro.

Le attività dei militari hanno inevitabilmente riguardato anche il contrasto della contraffazione, sequestrando 300mila prodotti e segnalando in procura 47 cittadini. Altri otto sono stati indagati per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione: sono state constatate sanzioni amministrative in 6 casi e sottoposto a sequestro oltre 55 mila mascherine e dispositivi di protezione individuale e 28mila prodotti igienizzanti venduti come disinfettanti. Altri cinque, inoltre, segnalati all’autorità giudiziaria per il reato di manovre speculative su merci. Inevitabili le indagini e le attività anche in mare, nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti. Oltre una tonnellata di droga è stata infatti sequestrata dai militari delle fiamme gialle, con l’arresto successivo di 14 individui e col sequestro di cinque imbarcazioni.

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