Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Fisco, il bilancio dei primi otto mesi del 2013. Il Salento evade 13 milioni di Iva

A partire da gennaio e fino al 31 agosto dell'anno in corso, la guardia di finanza del comando provinciale ha eseguito centinaia di controlli e verifiche nei confronti di contribuenti. Tra questi, 85 sono risultati completamente sconosciuti al fisco

LECCE – E’ l’argomento scottante del momento. L’iva. L’Imu. L’imposizione fiscale. Popolo di evasori, i salentini. Dagli albori del 2013 e fino allo scorso 31 agosto, gli uomini dei reparti del comando provinciale della guardia di finanza di Lecce hanno scoperto oltre 13 milioni di Iva evasa. Contribuenti che hanno sottratto al fisco i propri ricavi, omettendo alla tassazione cifre da capogiro che hanno sfiorato i 350 milioni.

Questo il bilancio dei primi otto mesi, che si è snodato in 350 verifiche e oltre 450 controlli su tutto il territorio del tacco. Durante l’offensiva delle fiamme gialle sono stati scoperti 85 evasori totali. Soggetti economici, per intendersi, totalmente sconosciuti al fisco o, come sempre più spesso accade, imprese che, seppur conosciute, non hanno presentato le dichiarazioni fiscali obbligatorie per legge, per almeno un’annualità.

Sono state denunciate a piede libero, all’autorità giudiziaria, 76 persone ritenute responsabili di reati fiscali. Inoltre, nello stesso periodo, sono stati eseguiti un totale di tremila e 280 controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali, con la constatazione di irregolarità in circa  mille e 918 casi. Praticamente un terzo. Gli episodi più eclatanti, nel corso dell'anno, hanno riguardato anche note realtà del territorio.

Come il terremoto registrato, nel mese di aprile, negli uffici dell'associazione "Premio Barocco", di Gallipoli, specializzata nella progettazione di eventi e spettacoli. In quel giorno di primavera, infatti, la onlus (che essendo una organizzazione no-profit non avrebbe dovuto ottenere introiti) incappò nei controlli dei militari delle fiamme gialle e fu accusata di non aver versato l'Iva relativa a  2 milioni di ricavi, ottenuti nel triennio compreso tra il 2007 e il 2009. Ma non si tratta di un caso isolato.

Nella rete, a maglie sempre più strette, del fisco ci son finiti anche piccoli imprenditori, venditori di crêpe, titolari di ditte edili. Per non parlare di piccoli esercenti come coiffeur, titolari di saloni di bellezza, panettieri, fiorai e pescivendoli. Per non parlare dell'intero settore degli affitti immobiliari. Agenti e mediatori che si interessano delle locazioni estive, o di quelle agli universitari,  ma senza versare un euro nelle casse dello Stato. Scatenando l'ira di quei (pochi e superstiti) contribuenti in regola, sempre più oppressi dalle tasse. E accomunati da quella sensazione di ricevere un trattamento asimmetrico rispetto a coloro che evadono il fisco. I quali, dopo aver raggirato l'erario, a volte riescono persino ad "evadere" le conseguenze.

Esemplare, alla fine del 2012, fu la notizia relativa all'arresto di un uomo originario di Racale,  Nazareno Roberto Pizzolante. Il 47enne finì nei guai in Germania, con l'accusa di evasione fiscale. Aveva aperto una attività propria, un pub nella città di Amburgo, violando tuttavia alcune normative tedesche relative alle tasse. Fu rintracciato proprio nel Salento, e finì in manette. Ma questo succede nel nord  Europa. Dove  l'evasione costa "cara" ed è considerata una grave violazione etica, oltre che di natura penale.

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