Il questore Laricchia lascia Lecce: il suo bilancio su Tap, reati e “legalità diffusa”

Il dirigente superiore della Polizia di Stato si trasferirà dopo 23 mesi nel capoluogo salentino a Brescia. Subentrerà l’attuale collega di Pavia

Il questore uscente, Leopoldo Laricchia e il vicequestore Monica Sammati (Foto di Antonio Quarta)

LECCE – La questura è una potente auto alla quale va fatto, come ogni mezzo che si rispetti, il tagliando. È stata la prima mossa del questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, che lascia la città per cedere il comando degli uffici di viale Otranto al suo successore, Andrea Valentino, dalla questura di Pavia. Il dirigente superiore della Polizia di Stato ha incontrato questa mattina gli organi di stampa per salutare la città e ogni singolo comune della provincia: “Una terra che strega, non solo per il paesaggio, ma anche per accoglienza e semplicità delle persone”, ha dichiarato. Laricchia partirà alla volta di Brescia dopo quasi due anni di attività: si è infatti insediato il 4 maggio del 2017, quando la situazione attorno al gasdotto Tap ha raggiunto il culmine. Giorni di scontri e cortei nel territorio di Melendugno, rimasti nelle pagine delle cronache locali.

 “Oggi le manifestazioni non registrano più la presenza di frange violente e si svolgono nel massimo rispetto della legge, come ha dimostrato l’ultima, indetta domenica scorsa intorno al cantiere per i due anni dall’inizio della protesta”, è il punto di vista di Laricchia. “La gestione dell’ordine pubblico è stata condotta in questi due anni evitando il più possibile di effettuare cariche, tanto è vero che nessuno si è fatto male, ad eccezione di un poliziotto che cadendo ha riportato una frattura. L’ordine pubblico, tuttavia, non è stato contraddistinto in questi due anni solo dalla protesta contro la realizzazione del gasdotto. Situazioni di tensione e manifestazioni si sono avute anche per la grave problematica della Xylella, con centinaia di trattori e migliaia di agricoltori concentratisi in manifestazioni nella città di Lecce, anche negli ultimi giorni; per la gestione della crisi della Lupiae servizi; per contestazioni organizzate nei confronti di esponenti politici di livello nazionale in occasione di visite in Salento. Tutte condotte senza il minimo incidente e garantendo il diritto costituzionale di espressione del pensiero, anche dissenziente, ad ogni gruppo o singola persona che fosse”.IMG-6083-2-2

Il dirigente ha anche fatto riferimento al successo dell’organizzazione e della gestione di grandi eventi in occasione della visita di Papa Francesco ad Alessano e delle Notti della Taranta del 2017 e del 2018.  Idem in occasione degli eventi sportivi, durante i due campionati di calcio dove milita la squadra del Lecce, vincitrice l’anno scorso del campionato di Lega Pro e in zona promozione quest’anno nel campionato di serie B. Nessun incidente si è verificato pur avendo ospitato tutte le tifoserie senza ricorrere mai al drastico provvedimento del divieto di trasferta.  “Dall’inizio del campionato è stata allestita ed attivata la Sala Gos presso lo stadio di via del Mare, prima inesistente, che consente la riunione di tutti i membri dell’organo di gestione della safety durante ogni incontro di calcio come previsto dalla normativa di settore”, racconta.

La riorganizzazione degli uffici e i blitz

La soddisfazione del questore leccese sta anche nell’aver riorganizzato gli uffici e i reparti di viale Otranto, che hanno anche visto la promozione di due primi dirigenti e nuovi assetti interni per rendere più efficiente il lavoro di tutti. Ma è anche sul contrasto alla criminalità organizzata che, durante la conferenza stampa, è stato posto l’accento. Due le maxi operazioni, denominate Offside e Le Vele che hanno riempito per giorni le pagine delle cronache locali: la prima contro il clan Coluccia di Noha, dalla quale è seguita l’interdittiva antimafia alla società del Galatina Calcio per azioni criminali che avevano condizionato i campionati nei quali militava la squadra gestita dal clan mafioso. La seconda contr i clan Pepe e Briganti operanti su Lecce con l’arresto di esponenti di spicco dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel capoluogo e in provincia.

Il video: le dichiarazioni del dirigente in partenza

Inoltre gli investigatori della Questura hanno fornito un apporto determinate alle attività amministrative antimafia della prefettura leccese che hanno condotto allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dei comuni di Parabita, Sogliano Cavour e Surbo ed alle interdittive antimafia delle società di capitali Igeco e Gial Plast. Il contrasto alla criminalità, da parte della squadra mobile leccese, ha consentito di infiacchire bande di rapinatori e registrare imponenti sequestri di cocaina e marijuana: meritano menzione le operazioni Tajine, con 10 indagati, e Pusher, con 17 cittadini in arresto. Gli agenti diretti dal vicequestore Alessandro Albini hanno inoltre arrestato 17 scafisti, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di 21 rapinatori con la conseguente soluzione di oltre 80 episodi di rapina effettuati ai danni di esercizi commerciali e cittadini.

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Controllo del territorio e pubblica sicurezza

Una novità introdotta da Laricchia è rappresentata dall’operazione denominata Legalità diffusa ad oltranza, iniziata nel maggio 2017 e tuttora in corso, ha monitoratoi quartieri che costituiscono una specie di corona tra la stazione e l’obelisco di Porta Napoli.  Con la collaborazione della polizia locale, la questura ha intensificato le verifiche due sere ogni settimana per contrastare l’immigrazione clandestina e lo spaccio minuto di sostanze stupefacenti. Idem nei comuni di Gallipoli, Nardò, Galatina, Taurisano ed Otranto con controlli straordinari del territorio almeno una sera a settimana. Nella Città Bella, in particolare, viste le problematiche legate alla presenza massiccia di turisti, è stata rivolta una particolare attenzione. Numerose le operazioni e i sequestri eseguiti sullo Ionio, anche nel contrasto di fenomeni come gli affitti in nero e lo spaccio di droga. Lascia gli uffici del capoluogo salentino certo di consegnare al successore una “questura viva”, conclude Laricchia, soddisfatto della propria squadra di poliziotti e poliziotte. Un team “preparato per vincere ogni sfida”.

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