Bimbi maltrattati in classe, finisce a giudizio un'insegnante di 51 anni

Una dozzina di famiglie si sono costituite parte civile, mentre il Ministero dell'Istruzione comparirà come responsabile civile

LECCE – Si aprirà il prossimo 23 novembre, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi, il processo all’insegnante della scuola primaria accusata di maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione. La donna, L.D.F. 51 anni, è originaria di Alezio. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup Antonia Martalò al termine dell’udienza preliminare. Il giudice ha rigettato l’eccezione presentata dai legali della donna, gli avvocati Rocco Vincenti e Lanfranco Leo, che hanno sollevato la nullità dell'avviso di conclusione delle indagini per non aver potuto acquisire tutti gli atti del procedimento, a causa del costo delle intercettazioni ambientali riversate su supporti magnetici (Dvd): circa 32mila euro. La difesa ha potuto cheidere copia di solo due Dvd (per un costo di oltre 600 euro), contenenti il materiale selezionato dai carabinieri.

Nel corso dell’udienza una dozzina di famiglie si sono costituite parte civile. Il gup ha inoltre accolto la richiesta di citazione del Ministero dell'Istruzione come responsabile civile. I maltrattamenti sarebbero avvenuti in una scuola di Tuglie.

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L’imputata avrebbe maltrattato bambini di un’età fra i 3 e i 5 anni, utilizzando modi autoritari e persino offensivi. In presenza dei piccoli alunni avrebbe persino bestemmiato, senza lesinare minacce, sculacciate e strattoni. I genitori, nelle loro denunce (hanno raccontato di veri e propri cambiamenti nell’umore. Alcuni sarebbero arrivati a fare pipì involontariamente. In un’occasione un bimbo sarebbe stato minacciato di essere appeso al lampadario. Altri sarebbero stati messi in soggezione con urla e bestemmie a voce alta. Un altro ancora, prima intimidito di essere preso a schiaffi con la mano sollevata, poi acciuffato di peso e preso a sculacciate. Solo per citare alcuni casi. Molte di queste vicende risalgono alla fine del 2014. Le indagini, affidate ai carabinieri della stazione di Sannicola, sono state eseguite avvalendosi anche di immagini di telecamere. 

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