Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Bimbo morto dopo venti giorni dal parto, nessuna colpa medica. Due assoluzioni

A giudizio erano finite una ginecologa e un’ostetrica, in servizio, all’epoca dei fatti, presso la clinica “Petrucciani”

LECCE – Si è concluso con due assoluzioni con formula piena, perché il fatto non sussiste, il processo relativo alla morte di un neonato, avvenuta a luglio del 2010. Un presunto caso di malasanità che vedeva come imputate una ginecologa e un’ostetrica, entrambe in servizio, all’epoca dei fatti, presso la clinica privata “Petrucciani” di Lecce, accusate di omicidio colposo. Il giudice Pasquale Sansonetti ha assolto le due imputate, assistite dagli avvocati Amilcare Tana ed Ester Nemola. Non vi fu dunque alcuna responsabilità nel decesso dovuta a negligenza o imperizia da parte delle due professioniste, che hanno operato correttamente, rispettando regole e protocolli. Lo stesso pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione.

Inizialmente nel registro degli indagati erano stati iscritti i nomi di altri due medici: un pediatra e un anestesista, le cui posizioni erano state poi stralciate e archiviate. Secondo l’ipotesi accusatoria il bimbo, nato apparentemente al termine di una gravidanza senza alcun problema e con un parto naturale senza alcuna complicazione presso la clinica Petrucciani, non era stata diagnosticata una patologia cardio-respiratoria. Poco dopo la nascita Nicolò iniziò a manifestare problemi di natura respiratoria, tanto da rendere necessario il trasferimento d’urgenza in terapia intensiva all’ospedale “Vito Fazzi”. Il quadro clinico dell’infante si aggravò rapidamente, fino al decesso del bimbo, avvenuto a soli venti giorni dal parto. A far scattare le indagini era stata la denuncia presentata dai genitori, una giovane coppia originaria di Martano.

La magistratura aveva disposto il sequestro di tutte le cartelle cliniche e della documentazione relativa al parto, oltre che delle registrazioni delle chiamate pervenute al 118 il giorno in cui le condizioni del neonato si erano aggravate. Agli atti erano finiti anche l’autopsia eseguita dal medico legale Alberto Tortorella e la perizia depositata dal professor Gianluca Cascialli. 

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