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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Bimbo nasce morto, il genitore sporge denuncia e scatta l’inchiesta: due indagati

Sarà eseguita questo pomeriggio l’autopsia sul corpo del piccolo venuto al mondo senza vita nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce lo scorso 29 settembre. Al vaglio della pm la posizione di due ginecologi

LECCE - Era al termine della gravidanza e il suocero l’aveva accompagnata in ospedale perché aveva contrazioni molto forti. Ma quello che avrebbe dovuto essere uno dei giorni più belli per una coppia di leccesi, lei di 31 anni, lui di 40, domiciliati a Strudà (frazione di Vernole), si è trasformato in un vero incubo: il loro bambino è venuto al mondo senza dare alcun segno di vita.

Sul drammatico episodio, avvenuto la sera del 29 settembre nel “Vito Fazzi” di Lecce, sono in corso gli accertamenti della Procura, che inizieranno questo pomeriggio, alle 16, con l’autopsia.

In mattinata la pubblico ministero Roberta Licci, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha nominato come consulenti il medico legale Alberto Tortorella e il professore presso la clinica di Ostetricia dell’Università di Ferrara Pantaleo Greco. Ad affiancarli ci saranno i consulenti scelti dalle parti: Ilaria De Fabrizio e Francesca Donno per i due medici iscritti sul registro degli indagati (difesi dagli avvocati Luciano De Francesco, Dario Doria e Sergio Limongelli) e Vincenzo Garzia per i genitori (assistiti dall’avvocato Ivan Feola).

Il reato ipotizzato dalla pm, in seguito alla denuncia sporta dal marito della 31enne, è di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario nei riguardi del medico che l’aveva visitata qualche settimana prima nel nosocomio, e della ginecologa che l'aveva seguita durante la gravidanza.

Stando a quanto riferito dalla coppia, il 5 settembre, la gestante si recò al pronto soccorso segnalando perdite di sangue e contrazioni. Il ginecologo di turno la rimandò a casa prescrivendole una cura e suggerendole una visita dalla propria ginecologa. Quest’ultima, informata dell’accaduto, l’avrebbe rassicurata fissandole un appuntamento per la fine del mese.

Ma, come anticipato, il 29 settembre, la malcapitata sarebbe giunta nuovamente in ospedale e qui, il tracciato non avrebbe rilevato il battito cardiaco del nascituro.

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