Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

La febbre alta e poi il coma: lattante in fin di vita, in Procura aperto fascicolo

Sono ore d'angoscia e di dolore, dopo una lunga agonia che dura da tre giorni, per i genitori di un bimbo di appena quindici mesi. Le gravissime lesioni subite al termine di una malattia che in pochi lasciano speranze esigue. All'origine un'infezione polmonare

LECCE – Sono ore d’angoscia e di dolore, dopo una lunga agonia che dura da tre giorni, per i genitori di un bimbo di appena quindici mesi. Le gravissime lesioni subite al termine di una malattia che in pochi giorni lo ha portato al coma, lasciano oramai pochissime (o forse nessuna) speranze di salvare la vita del piccolo. Domani i medici potrebbero dichiarare la morte cerebrale del bimbo. Bisogna, infatti, attendere che smaltisca i sedativi e i medicinali ancora in circolo e solo allora, in caso di encefalogramma piatto per almeno sei ore, potrà essere dichiarata la morte.

Una triste vicenda su cui sarà la magistratura, chiamata in causa dopo l’esposto presentato dai genitori del bimbo, assistiti dall’avvocato Sergio Signore (che sarà affiancato dal collega Giampiero Tramacere). Un incubo iniziato con l’anno nuovo, quando una coppia di Lecce si è accorta che il figlio di quindici mesi aveva la febbre alta che, nonostante la somministrazione di antipiretici, non scendeva.

I due hanno quindi deciso di recarsi al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”, dove al piccolo paziente sarebbe stata riscontrata un’infezione alle tonsille e prescritta una cura farmacologica da seguire a casa. Il giorno dopo, però le condizioni del bimbo si sarebbero improvvisamente aggravate, tanto da portare a un ricovero d’urgenza.

Nonostante le cure del caso, il quadro clinico del paziente ha continuato a peggiorare, tanto da rendere necessario il trasferimento nel reparto di Rianimazione in stato comatoso, causato da un’ischemia, da cui non si è più ripreso. Gli esami avrebbero riscontrato un’infezione polmonare che, secondo quanto denunciato nell’esposto presentato al magistrato di turno, il sostituto procuratore Roberta Licci, poteva e doveva essere diagnosticata molto prima.

Ogni tentativo di rianimare il bimbo, anche attraverso farmaci di ultima generazione, si è rivelato sin qui inutile. Domani per il piccolo potrebbe essere il giorno del tragico epilogo di un male che in poco tempo rischia di strapparlo all’affetto dei suoi cari. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La febbre alta e poi il coma: lattante in fin di vita, in Procura aperto fascicolo

LeccePrima è in caricamento