Il padre esausto lo tiene a galla, bambino salvato in extremis con la guardia costiera

E' successo a Otranto nel pomeriggio. Per il piccolo prevista una speciale autorizzazione, ma si è rischiata una vera e propria tragedia

OTRANTO – Trattenuto con tutte le sue forze dal padre, e poi messo in salvo definitivamente con l’arrivo della guardia costiera, un bambino di 10 anni, residente con la famiglia nella zona di Otranto, ha rischiato di annegare, questo pomeriggio, nei pressi del canale di sbocco dei lagni Alimini. Una situazione ai limiti del surreale, considerando anche il particolare momento. Tutto è successo, infatti, in uno scenario segnato dall’assenza quasi totale di altre persone per via delle disposizioni governative per contrastare l’avanzata del Covid-19, in una zona in cui, in questo periodo, comunque il passeggio non è certo frequente.

La vicenda ha avuto inizio quando, presso la sala operativa della Capitaneria di porto, su numero d’emergenza 1530, è giunta una segnalazione telefonica. Dall’altro capo del telefono, una donna che segnalava la presenza in acqua di un bambino. Con tono trafelato, la donna ha manifestato come fosse realmente urgente un intervento, dopo che il bambino, sfuggito in modo accidentale al controllo del padre, si era buttato in acqua e stava annaspando.

La guardia costiera si è mossa subito, inviando in zona una pattuglia a terra e mettendo in allerta anche la motovedetta Sar. Quest’ultima, però, non ha avuto alcun modo d’intervenire, a causa della morfologia della zona caratterizzata da bassi fondali e presenza di scogli. Sono così stati i militari con l’auto di servizio a portare in superficie il bambino, molto scosso dalla disavventura.

Il padre, esausto e ormai al limite, a causa del tentativo di mantenere in galleggiamento il figlio fino all’arrivo dei soccorsi, nonostante il mare agitato, è stato così aiutato dagli uomini della guardia costiera che, non senza difficoltà, hanno salvato il bambino, conducentolo prima nei pressi dell’argine del canale e poi sulla spiaggia.

Passato il brutto quarto d’ora, che nessuno dimenticherà di certo, sono iniziati i necessari accertamenti. Si è così acclarato che il bambino era autorizzato dall’Asl, in deroga agli attuali obblighi di non uscire da casa, a effettuare lunghe passeggiate, anche in auto, necessarie a garantire il suo equilibrio psicofisico. Il pomeriggio, però, ha preso una piega inattesa e drammatica, anche se, per fortuna, tutto s’è risolto bene. Per il rotto della cuffia.

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