Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

“Binario 68”: precari e studenti occupano un edificio dell’ex Manifattura Tabacchi

L'immobile ricade in una zona vasta quanto un rione interessata da un progetto di riqualificazione da decine di milioni di euro. Da sabato giovani di estrazione popolare sono al lavoro per farne uno spazio di solidarietà e mutuo soccorso

Il civico 68 di via Dalmazio Birago.

LECCE - Per un filobus che non va, un binario che riprende a vivere riaffiorando da un passato che la memoria collettiva ha oramai rimosso. Da sabato pomeriggio, al civico 68 di via Dalmazio Birago, è in corso un’occupazione di uno dei tanti stabili della ex Manifattura tabacchi, un’area estesa oltre 50mila metri quadrati, dove un tempo si creava la ricchezza di cui il territorio salentino andava fiero e dove da decenni vigono il degrado, l’abbandono e le scorribande di ladri che hanno smontato tutto quanto si poteva portare via.

Studenti e precari, di estrazione popolare e movimentista, hanno deciso, con un atto politico, che quegli spazi, attigui ai binari da dove una volta partiva l'oro del Salento, possono diventare una biblioteca di quartiere, una sala di doposcuola, un alloggio sociale, magari una mensa. Una riqualificazione dal basso che si propone agli abitanti della zona con intenzioni di mutuo soccorso e solidarietà sociale, con una forte connotazione antiautoritaria. Un volantino, con tanto di programma iniziale delle attività previste, è stato già distribuito.

Una società immobiliare, in verità, alcune idee per rilanciare l’ex manifattura ce l’ha da qualche anno tanto è vero che ha acquistato praticamente tutta la superficie interessata. Sulla carta - perché al momento non si è andati oltre la fase progettuale - si tratta di un intervento da circa 80milioni di euro che nel 2011 è stato presentato come il più ambizioso della storia della città. Secondo il piano esaminato e approvato dal consiglio comunale nel luglio del 2011, infatti, la ripartizione della cubatura attuale assegnerebbe 105mila metri cubi alla parte commerciale, 70mila per il terziario, direzionale, ricettivo e 57mila per residenza libera. Dei 28mila metri quadrati destinati a verde e parcheggi, 18 mila andrebbero alle auto, 1500 per la costruzione del nuovo bocciodromo, 4 mila per il verde di quartiere e 3 mila alla realizzazione di una piazza.

Intanto, in quell’edificio che ora ha preso il nome di “Binario 68”, a decine sono già al lavoro: per ripulire e per allestire i locali secondo una suddivisione che non vuole lasciare nulla al caso. Sono diverse decine le ragazze e i ragazzi ad alternarsi nelle varie incombenze. La sveglia è alle 7 e ciascuno ha una mansione da svolgere: ogni giorno si tiene un’assemblea e un pranzo sociale. L’obiettivo è di “presentarsi” ufficialmente al quartiere quanto prima, per far vedere che non si tratta di una velleitaria operazione fine a se stessa né dell’insediamento di un corpo estraneo al tessuto sociale.

Un anno addietro, pochi metri più avanti, alcuni locali al piano terra con affaccio sulla strada, appartenenti all’edificio principale e utilizzati come dimora di fortuna da alcuni stranieri, furono sgomberati e poi murati, così come richiesto dall’amministrazione comunale alla proprietà, la Red srl. Il tutto sarebbe partito dalle ripetute segnalazioni di alcuni abitanti della zona.

Sono trascorsi quasi 20 anni dall’ultimo precedente a Lecce: l’occupazione dell'ex stazione ippica in via Lequile. Altri tempi, l’esperimento fallì. Ma non è forse un caso che proprio in queste settimane a quell’immobile stia pensando la stessa giunta di Palazzo Carafa, su proposta di alcuni consiglieri di maggioranza, come sede di un ricovero stabile per senzatetto. Le crisi economica perdurante ha riproposto in tutta la sua crudeltà i mille volti dell’emergenza sociale. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Binario 68”: precari e studenti occupano un edificio dell’ex Manifattura Tabacchi

LeccePrima è in caricamento