Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Trentasei rapine nel nord barese, bottino da capogiro. Il leader della banda era salentino

I carabinieri della compagnia di Bisceglie hanno arrestato sei uomini per una serie incredibile di assalti a mano armata. Luca Valente, 40enne di origine leccese, impiantato in zona, era il capo. Emersa in alcuni casi la complicità di dipendenti infedeli: troppi i dettagli noti ai malviventi

BISCEGLIE – Trentasei le rapine a mano armata. Un bottino totale che supera i 70mila euro. Nel mirino finivano soprattutto i supermercati: venti quelli presi d’assalto nel tempo. Non mancavano, però, anche altri obiettivi, come distributori di benzina, tabaccai, negozi di abbigliamento, bar. E tutto questo si sarebbe giocato, in alcuni casi, sul filo della complicità di qualche dipendente infedele. Orari migliori per l’azione, collocazione delle casseforti, luogo in cui erano riposte le chiavi: troppo accurati, in diversi casi, i dettagli in possesso della banda di rapinatori.

A porre fine all’attività che ha provocato terrore nel nord del barese, sono stati i carabinieri della compagnia di Trani, con un blitz in cui sono stati impegnati dall’alba di oggi ottanta uomini. Il leader del gruppo, stando a quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe stato un 40enne di origine leccese, Luca Valente, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, impiantato da tempo nella zona di Bisceglie.  A lui avrebbero fatto capo altri cinque sodali: Maurizio e Vincenzo Di Liddo, Stefano Gentile, Roberto Montani e Nunziangelo Vasallucci. Tutte persone note negli ambienti criminali di quella zona della Puglia.

I sei uomini sono accusati, a vario titolo, di concorso in rapina continuata ai danni di numerosi esercizi commerciali di Bisceglie e centri vicini. I colpi sarebbero avvenuti in un arco temporale di poco più di un anno, dal gennaio del 2011 e maggio 2012.

Le indagini sono partite nell’autunno del 2011. Il primo passo l’hanno fatto i militari della tenenza di Bisceglie, con il coordinamento del procuratore aggiunto Francesco Giannella e del sostituto Simona Merra. La svolta a maggio, con l’arresto di tre dei sei indagati attuali: il presunto leader Valente, Vasallucci, e Maurizio Di Liddo. Questo avvenne subito dopo l’ennesima rapina, in quel caso ai danni del supermercato “Primo Prezzo” di via Brindisi, a Bisceglie. Nell’occasione fu sequestrata, tra l’altro, una pistola semiautomatica calibro 7,65.

E’ stato Valente a decidere di collaborare con la giustizia, facendo luce su un quadro molto più ampio di assalti. Incredibile il bottino racimolato nel tempo, come detto di oltre 70mila euro. Senza dimenticare biglietti della lotteria istantanea, oggetti preziosi e telefoni cellulari. Qualsiasi oggetto che potesse avere un minimo valore.

Ogni rapina veniva organizzata nei minimi dettagli. La banda effettuava prima un sopralluogo dell’obiettivo, per studiare movimenti dei dipendenti e vie di fuga. Poi i malviventi tornavano alla carica con autovetture rubate o scooter senza targa, con caschi integrali e indumenti di cui si sarebbero disfatti subito dopo. Meno tracce in giro, più possibilità di farla franca.

Nel corso delle razzie all’interno dei locali commerciali, i compiti venivano divisi: alcuni prelevavano il denaro dalle casse, altri immobilizzavano dipendenti e clienti tenendoli sotto mira con le armi. Fuori, qualcuno fungeva sempre da “palo” per avvisare i complici in caso di arrivo delle forze dell’ordine. Una curiosità: quattro punti vendita della catena di supermercati “Primo Prezzo” sono stati colpiti undici volte nell’arco di soli sei mesi.

Un vero incubo per tutte le attività, in generale, che hanno subito rapine. Con quel colpo di scena delle complicità interne, che sarebbe emerso almeno in alcuni casi. La Procura di Trani sta approfondendo la questione con estrema attenzione. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Trentasei rapine nel nord barese, bottino da capogiro. Il leader della banda era salentino

LeccePrima è in caricamento