Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

"Black & White", traffico di droga: condanne per oltre un secolo

Pene severe per gli esponenti di una presunta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti che dall'Albania raggiungevano le coste salentine. L'operazione della Dda si concluse nel settembre del 2011

Marijuana sequestrata (foto di repertorio).

 

LECCE – Pene complessive per oltre un secolo di carcere sono state inflitte dal gup antonia Martalò al termine dei giudizi con rito abbreviato scaturiti nell'ambito dell'operazione "Black & white", che nel settembre 2011 sgominò, dopo quasi cinque anni di indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza (guidato dal colonnello Vito Pulieri) e coordinate dalla Dda di Lecce, una presunta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga che dall´Albania raggiungeva le coste salentine per essere poi smistata in altre province e regioni.

Gli investigatori sono arrivati a configurare tre associazioni omogenee composte da italiani e albanesi, e che avevano un punto di riferimento in comune, Emanuele Macchia, brindisino, 37 anni. Poi un'altra organizzazione composta da marocchini, che non aveva un collegamento con queste, quindi autonoma, che traffica in hashish e marijuana, mentre le tre altre organizzazioni italo-albanesi trafficavano oltre che hashish e marijuana, anche cocaina ed eroina. Le tre strutture operavano su Lecce e Brindisi, su Brindisi e Napoli e su Brindisi e Taranto. Vent’anni la pena inflitta a Macchia che, secondo gli investigatori, era l'elemento unificante, il quale avrebbe fatto da referente per i tre mercati gestiti dagli albanesi, quello leccese, poi il mercato brindisino, tarantino e napoletano. In un’intercettazione telefonica emerge anche il fatto che il 37enne avrebbe dovuto procurare anche una partita di armi.

Condanna a 9 anni otto mesi per Bledjan Kodra (alias Ledi), 24 anni, che avrebbe fatto parte della più importante delle tre cellule dell'organizzazione, quella operante tra Lecce e Brindisi. Pena a 16 anni e otto mesi per Gennaro Vespero; 8 anni e otto mesi per Girolamo Trapani, Giuseppe Clemente e Shkelqim Isufaj. Otto anni di reclusione, invece, per Marco Boccia. Sette anni e 8 mesi per Attilio Salvini ed Elton Cobo; 7 anni e quattro mesi per Sebastinao Manni, Walter Margherito e Francesco Boccuni. Sei anni la condanna inflitta ad Assunta Vespero, 4 per Cosimo Palmieri, e tre anni e 8 mesi per Besnik Bishqemi. Più complessa la posizione di Altin I Avduraman e Abdessamad Elannani, assistiti dall’avvocato Alessandro Stomeo, condannati rispettivamente a 16 anni e 9 anni e otto mesi, in continuazione con altri reati. Il legale di Avduraman aveva dimostrato come alcune intercettazioni facessero riferimento a un periodo in cui il suo assistito si trovava in carcere. Tesi poi accolta dalla Cassazione. Assoluzione, infine, per Danilo Vecchio. Gli altri nove imputati coinvolti nell’inchiesta hanno scelto il rito ordinario. Tra gli avvocati Angelo Vetrugno e Giancarlo Dei Lazzaretti.

A dare avvio all’inchiesta il sequestro, operato dalla guardia di finanza ad agosto del 2006, a largo di Torre Sant'Andrea, marina di Melendugno. In quella occasione i militari della fiamme gialle di Otranto arrestarono quattro albanesi, sequestrarono oltre 500 chili di marijuana, quasi 40 chili di hashish, 264 cartucce per kalashnikov ed un gommone a bordo del quale erano giunti sulle coste salentine.

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