Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Blitz nel demolitore, sequestro da 600mila euro. Rifiuti e niente autorizzazioni

Il controllo del Noe di Lecce in un'attività di Avetrana. Le indagini dovranno appurare varie cose, fra cui la provenienza, probabilmente anche dalle province vicine a quella di Taranto, di Pcb. Sigilli a più strutture ed aree per gestione di rifiuti e raccolta di acque meteoriche abusivo

AVETRANA (Taranto) – In quel demolitore di Avetrana, arriva di tutto, e non certo solo nella provincia di Taranto, ma anche in quella di Lecce, vista l’estrema vicinanza della zona con Torre Lapillo, Porto Cesareo e, in generale, con il demanio di Nardò.

Soprattutto, le indagini successive potrebbero i carabinieri del Noe di Lecce a svolgere verifiche un po’ in tutte le province vicine, per via di un aspetto al momento ancora vaglio: fra le altre cose, i militari comandati dal maggiore Nicola Candido, nel corso di un sopralluogo, hanno infatti trovato anche fusti contenenti sostanza oleosa, a quanto pare mista ad acqua, cioè Pcb, che dovrà essere attentamente analizzata. Verbalmente, i titolari dell’attività, avrebbero dichiarato che si tratta di frutto delle bonifiche di trasformatori dell’Enel, provenienti da varie zone. Non ci sarebbe però documentazione adeguata per tracciarne il percorso.

Il controllo s’è svolto questa mattina, insieme alla polizia provinciale di Taranto. All’interno della ditta di autodemolizione e di auto rottamazione, alla fine, militati e agenti hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza un corpo di fabbrica all'interno dell'impianto, dove erano collocati rifiuti costituiti da autovetture da bonificare, parti meccaniche e di carrozzeria e bidoni contenenti presumibilmente oli esausti. E poi, un magazzino contenente pezzi meccanici e di carrozzeria, batterie fuori uso e cavi elettrici, tutti derivanti dalla bonifica di autovetture trattate.

I militari hanno apposto sigilli anche a un piazzale su cui erano state poste varie tipologie di rifiuti, fra cui parabrezza e pneumatici, un impianto ed una vasca di raccolta delle acque meteoriche, tutti realizzati in assenza di autorizzazioni edilizie ed ambientali, venti fusti di metallo, di cui due contenenti emulsioni oleose, presumibilmente il già citato Pcb.    

L’amministratore unico della società è stato segnalato alla Procura di Taranto. Le ipotesi di reato contestate dal noe e dalla polizia priovinciale sono quelle di aver esercitato l’attività di gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in assenza dell’autorizzazione provinciale e di aver realizzato un impianto di raccolta delle acque meteoriche abusivo. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è di circa 600mila euro. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Blitz nel demolitore, sequestro da 600mila euro. Rifiuti e niente autorizzazioni

LeccePrima è in caricamento