Cronaca

Blitz nella 167, hashish e "maria" a chili: due arresti

In manette Salvatore Polimeno, 22enne, detto Andrea, e Antonio Leuzzi, 20enne, detto Totti. Nelle loro abitazioni, questa mattina, la squadra mobile ha trovato quasi 3 chilogrammi di stupefacenti

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LECCE - L'esplosione di un ordigno e le fiamme sulle auto (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27787), avvenimenti che hanno scosso le scorse notti in città, hanno finito per fare da cassa di risonanza sulla zona 167. E' anche per imprimere un segno su quell'area alla periferia della città, che gli uomini della squadra mobile hanno dato una decisa accelerata ad un'inchiesta avviata già da tempo, e riguardante lo spaccio di sostanze stupefacenti. Marijuana e hashish, le più diffuse tra i giovani.

Ed è così che questa mattina sono scattate due perquisizioni in distinti appartamenti che hanno permesso di scovare quasi 3 chili, fra i due tipi di droga. In arresto sono finiti due ragazzi che le forze dell'ordine conoscevano già da tempo: Salvatore Polimeno, 22enne, meglio noto nella sua cerchia di amicizie come Andrea, e Antonio Leuzzi, 20enne, detto "Totti". Nessun riferimento al capitano della Roma. Si tratta semplicemente di un diminutivo del nome di battesimo.

La marijuana era stipata fra buste più corpose e bustine già confezionate. Molte delle quali identiche a quelle trovate in estate durante un controllo della guardia di finanza a due paninari che sottobanco avevano deciso di spacciare "erba" durante la "Notte della Taranta". E cioè, con una sarcastica scritta in sovrimpressione, a fare il verso alle forze di polizia: "Dea - Drug Educational Agency".

Si è trattata di un'indagine classica, quella condotta dalla squadra mobile, come ha tenuto a precisare il dirigente, Michele Abenante. Nessuna intercettazione, telefonica o ambientale. Solo osservazioni discrete e pedinamenti. Che duravano già da qualche tempo. Fino a quando non sono arrivati gli attentati delle scorse notti.

Beninteso, non c'è un collegamento evidente, almeno per ora, fra i due arresti e quegli episodi. C'è però un certo fermento, nella zona 167, per il quale, agli occhi della polizia, era necessario dare un deciso segnale della presenza sul territorio. Ed è per questo che s'è deciso di spingere per la chiusura del cerchio attorno a Polimeno e Leuzzi. I quali, secondo i sospetti della mobile, avrebbero spacciato nel centro della città, più che nel loro quartiere di residenza.

Nello specifico, in casa di Leuzzi, la polizia ha trovato e sequestrato 1 chilo e 800 grammi di marijuana e 300 di hashish, più mille e 240 euro banconote di vario taglio, forse provento dello spaccio. Nell'abitazione di Polimeno, invece, sono stati trovati 600 grammi di marijuana e 78 di hashish. Sempre qui, gli investigatori hanno scovato anche sei proiettili calibro 22. Nelle abitazioni di entrambi, sono stati trovati anche coltelli e bilancini di precisione.

Proiettili e coltelli indicano la possibilità - ma si tratta soltanto di ipotesi - di possibili, altre attività criminali. Per esempio, rapine, come indicato dallo stesso Abenante. Il quale ha aggiunto: "Bisogna chiarire ancora altri aspetti. Se entrambi si possano inserire in un contesto di criminalità organizzata, quale sia il canale di rifornimento e se spacciavano per conto di altre persone".


Per il momento, Leuzzi e Polimeno rispondono soltanto di detenzione ai fini di spaccio. C'è però un altro particolare, al vaglio della polizia. In casa di Polimeno è stata trovata anche della mannite. Una sostanza che, all'occorrenza, si usa per tagliare la cocaina. Un tipo di droga, però, quest'ultima, che non è stata rinvenuta in nessuna delle due abitazioni. Ciò non toglie che la presenza della mannite desta ovvi interrogativi.

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