Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Bloccati in mare con 800 ricci e 20 chili di oloturie, in due finiscono nei guai

L'operazione condotta dalla Guardia costiera di Gallipoli ha permesso di cogliere sul fatto i due pescatori di frodo

LECCE – I militari della Guardia costiera di Gallipoli hanno sequestrato circa ottocento ricci di mare e venti chilogrammi di oloturie, specie raccolte da pescatori di frodo con utilizzo di autorespiratore, attrezzo non consentito dai regolamenti e dalle normative che disciplinano l’attività di pesca nell’area marina protetta di Porto Cesareo.

Il blitz dei militari è scattato alle prime luci dell’alba, con un mezzo navale e una pattuglia della Guardia costiera che, grazie all’ausilio del sistema di videosorveglianza, di recente potenziato con l’installazione di nuove telecamere, hanno raggiunto i pescatori di frodo, sequestrando non solo il prodotto ittico raccolto, ma anche l’attrezzo illecitamente impiegato per svolgere l’attività di pesca.

I due trasgressori sono stati denunciati, in concorso, all’autorità giudiziaria per violazione della legge sulle aree protette. I ricci di mare e le oloturie, riconosciuti in stato vitale dal personale medico dell’Asl intervenuto su chiamata dei militari, sono stati rigettati in mare.  

 “La Guardia Costiera ricorda che, come stabilito dalla recente normativa, è vietata la pesca, la detenzione a bordo, il trasbordo ovvero lo sbarco di esemplari di oloturie. Evidenze scientifiche hanno rilevato il positivo ruolo di questa specie nella produttività dell’ecosistema per quanto concerne, a titolo esemplificativo, l’ossigenazione ed il riciclo di sostanze organiche nella colonna d’acqua in cui essa si trova.”  

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