Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Bloccato in banca con un assegno fasullo: denunciato

Fermato dai carabinieri mentre avrebbe voluto cambiare un asseggno di 1.500 euro falso in una banca del capoluogo salentino . Denunciato ieri pomeriggio 36enne leccese, accusato di tentata truffa

Saranno i venti della crisi economica, o più semplicemente una trovata per tentare di mettersi in tasca un gruzzoletto senza il minimo sforzo se non quello di presentarsi di fronte uno sportello di banca per chiedere al cassiere: "Mi cambia questo assegno, per favore". Ma al furbo di turno, un leccese di 36 anni, è andata male, perché in seguito alla richiesta che aveva inoltrato presso un istituto di credito della città, i carabinieri della Compagnia di Lecce lo hanno denunciato per tentata truffa.

Una volta arrivato il suo turno il 36enne si è presentato allo sportello per effettuare l'operazione e, con molta disinvoltura, ha presentato al cassiere il titolo di credito di 1.500 euro, chiedendogli, appunto, di cambiarlo. L'assegno, però, che aveva l'intestazione della stessa banca, presentava alcune incongruenze con altri assegni messi in circolazione sempre dal medesimo istituto. A quel punto sono scattati controlli più approfonditi ed è emerso che il numero di serie dell'assegno era totalmente di fantasia e non corrispondente ad alcun conto corrente di quella filiale.

Così i funzionari della banca nel frattempo hanno provveduto ad avvisare i carabinieri che, giunti nella filiale, si sono presentati di fronte al finto cliente dell'istituto di credito pregandolo di seguirli in caserma per gli accertamenti di rito. Dal canto suo il giovane ha cercato di spiegare che l'assegno gli era stato dato da alcuni sconosciuti della provincia di Brindisi, cui aveva venduto un orologio di valore. La storia però è sembrata poco credibile ed i militari hanno denunciato l'uomo per tentata truffa.


La scorsa settimana, sempre i carabinieri di Lecce, avevano proceduto alla denuncia di altri due soggetti per truffa ai danni di istituti di credito. Nella circostanza erano stati esibiti documenti falsi, di buona fattura, come l'assegno in questione, che sarebbero stati prodotti sulla piazza leccese e commercializzati a 200 euro ciascuno. Probabilmente anche il titolo di credito ha la stessa provenienza.

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