Cronaca

Processo Boc, condanne definitive per De Leo e Naccarelli

La Corte Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le pene inflitte in secondo grado e il risarcimento del danno al Comune di Lecce per oltre un milione di euro

Palazzo Carafa, in centro

LECCE  - L’ex assessore al Bilancio Ennio De Leo e il dirigente comunale Giuseppe Naccarelli commisero illeciti nell’erogare gli incentivi nell’ambito della sottoscrizione dei Boc (Buoni obbligazionari comunali) da parte del Comune di Lecce. E' questa la verità accertata da due processi e confermata ieri dalla sesta sezione della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso degli imputati, lasciando così inalterato il verdetto di colpevolezza emesso lo scorso luglio dalla Corte d'Appello di Lecce: quattro anni e mezzo di reclusione, (a fronte dei cinque e mezzo inflitti in primo grado), per Naccarelli, e quattro anni e tre mesi (a fronte dei quattro e mezzo) per De Leo.

Confermati inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni materiali e morali (in solido) per oltre un milione di euro al Comune di Lecce (rappresentato dall’avvocato Amilcare Tana): 945mila euro per i danni materiali e 100mila euro per quelli morali.

ennio_de_leo-8Finisce così l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Marco D’Agostino con gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Sotto la lente degli investigatori finirono 684mila euro assegnati per la redazione del progetto dei “Buoni obbligazionari comunali” per ridurre il tasso di interesse sui prestiti di 85 milioni di euro di Palazzo Carafa con la Cassa depositi. In particolare, secondo l’accusa, Naccarelli dichiarò falsamente nella determina n. 72 del 9 dicembre del 2005 “di aver provveduto ad espletare gran parte del procedimento di perfezionamento dell’emissione del prestito obbligazionario” per giustificare i pagamenti al suo gruppo di lavoro.

De Leo, invece, approvò, inducendo in errore gli altri componenti della giunta, il regolamento comunale (ritenuto illegittimo dagli inquirenti) per la ripartizione degli incentivi. Il premio, di cui avrebbe beneficiato Naccarelli, che al tempo era dirigente del settore economico e finanziario, insieme al suo entourage, era di 319.800 euro. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Stefano De Francesco, Francesco Paolo Sisto e Massimo Manfreda.

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