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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

“Bolle di sapone” con detergenti contraffatti: inflitte 16 condanne per quasi 70 anni di reclusione

Dopo undici anni dalla clamorosa operazione svolta dalla guardia di finanza che sfociò in un maxi sequestro di “falsi”, si è chiuso il processo di primo grado con 38 imputati

LECCE - Decine di migliaia di detergenti per la pulizia della casa e per l’igiene intima con impressi noti marchi (come Dash, Dixan, Chanteclair, Infasil e Chilly) furono ritirati dal commercio nel giugno del 2013 dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta che, non a caso, fu denominata “Bolle di sapone”.

Oggi, dopo 11 anni dal maxi sequestro di prodotti contraffatti, si è chiuso il processo che vedeva imputate 38 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione, contraffazione, introduzione nello stato e commercio di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

La sentenza è stata emessa nelle scorse ore, al termine di un complicato dibattimento, dalla seconda sezione penale del tribunale di Lecce composta dal presidente Pietro Baffa e dalle giudici Annalisa De Benedictis e Chiara Panico.

Sono in tutto 16 le condanne, 12 i non doversi procedere per intervenuta prescrizione, e 10 le assoluzioni.

Queste le pene messe nero su bianco nel dispositivo, le cui motivazioni saranno rese note entro novanta giorni: 3 anni e mezzo a Claudio Conte, 64, di Melendugno; 4 anni, più 900 euro di multa, a Fulvio Conte, di 56, di Surbo; 3 anni, più 700 euro di multa, a Mauro De Luca, 62, di Lecce; 5 anni e mezzo, più 800 euro di multa, a Claudio Diamante, 63 anni, di San Cesario; 3 anni e mezzo, più 800 euro di multa, a testa,  per Adriano Antonio Dima, 60, di Melendugno e Francesco Leo, 49, di Surbo; 6 anni, più 1.600 euro di multa, a Maurizio Luciano Marti, alias Mauro, 58, di Sannicola; 3 anni, più 600 euro di multa, a Vittorio Perrone, 59, di Lizzanello; 9 anni e mezzo a Enrico Serafini, 59, di Lecce; 9 anni tondi,  più l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e legale per la durata della pena ad Antonio Costantino Vanzanelli, 73, di Cannole;  4 anni, più 800 euro di multa, a Giorgio Vanzanelli, 47, di Otranto, e a Paride Vanzanelli, 42, di Otranto; 2 anni di reclusione a Cristina Baraldi, 54 anni, di Poggio Rematico (comune in provincia di Ferrara), ad Antonella Fiocchi, 50, di Sannicola, ad Antonio Capone, 42, di Lecce, e a Fabio Coluccia, 53, di Castiglione, frazione di Andrano. Alle prime due è stato accordato il beneficio della pena sospesa.

Disposto per tutti e 16 gli imputati un immediato risarcimento del danno in solido di 10mila euro per ciascuna delle parti civili, le aziende The Procter & Gamble Company e Real Chimica, mentre il resto sarà quantificato e liquidato in separata sede.  

La sentenza è stata invece di non doversi procedere per intervenuta prescrizione per: Antonio Colluto, 52, di Andrano; Maria Vittoria Colella, alias Marvi, 63, di origini venezuelane ma residente a Bari; Luigi Esposito, 54, di Collepasso; Gianni Junior Ingrosso, 50, di Lecce; Cristian Luceri, 27, di Lecce; Angela Concepita Mariano, 48, di Racale; Lucio Mariano, 71, di Racale; Antonio Mega, 74, di Palmariggi; Francesco Pappadà, alias Franco, 60, di Specchia; Fabrizio Domenico Sobrero, 58, di Verzuolo (comune in provincia di Cuneo); Flavio Ferreri, 76, di Recco (in provincia di Genova); Francesco Domenico Ungaro, 51, di Corigliano Calabro (in provincia di Cosenza). Per questi ultimi tre è stata inoltre pronunciata assoluzione per i restanti capi d’accusa.

L’assoluzione per altri dieci imputati: Santo Leo, 83 anni, di Cellino San Marco; Fernando Giannoccolo, 60, di Carpignano Salentino; Francesco De Padova, alias Franco, 69, di San Donaci, (Brindisi); Antonio Donno, 40, di Sogliano Cavour; Alfonso Dalia, 58, di San Giorgio a Cremano, (Napoli); Maurizio Valassina, 70, di Desio (Milano); Vincenzo Casaburi,63, di Gallipoli; Cinzia Cipolla, 56, di Specchia; Samanta Colluto, 31 di Castiglione, Antonio Vittorio Quaranta, 68, di Morciano di Leuca.

Nello stesso procedimento fu coinvolto anche il boss di Casarano, poi divenuto collaboratore di giustizia Tommaso Montedoro. La sua posizione fu stralciata e fu giudicato separatamente, rimediando una condanna a un anno e mezzo.

Facevano parte del collegio difensivo, tra gli altri, avvocati: Gianluca D’Oria; Salvatore Centonze, Alessandro Stomeo, Rocco Vincenti; Amilcare Tana, Mario Coppola, Andrea Starace, Luigi Corvaglia, Antonio Savoia, Luigi e Roberto Rella, Luigi Covella, Luca Puce, Stefano Chiriatti, Antonio Romano, Francesco Vergine, Pietrantonio Grieco e Fulvio Pedone.

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