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Cronaca Neviano

A tre giorni dal blitz antimafia, molotov contro la caserma: ripreso un uomo a piedi

È accaduto intorno alle 19 di questa sera, a Neviano, dove un individuo ha lanciato una bottiglia incendiaria contro la caserma dell’Arma. Sul luogo sono intervenuti gli artificieri, indagini in corso

NEVIANO – Una comunissima bottiglia di birra, ormai vuota, trasformata in molotov per colpire i carabinieri.  Ad appena 72 ore dal blitz antimafia condotto nell’entroterra salentino proprio dai militari sotto il coordinamento della Dda di Lecce, qualcuno prende di mira proprio la caserma dell’Arma di Neviano, uno dei comuni coinvolti. E l’episodio risuona tutt’altro che come una coincidenza.  È  accaduto poco dopo le 19 di oggi, in via Roma, in pieno centro abitato: all’interno, vi era soltanto un militare in servizio. A quell'ora un individuo, che avrebbe agito da solo, ha infatti lanciato una bottiglia incendiaria contro la struttura che ospita la caserma. L’ordigno rudimentale è stato scagliato contro il muro esterno e senza arrecare danni all’immobile. Neppure gli infissi, stando alle informazioni a disposizione, avrebbero subito conseguenze.

Il responsabile si sarebbe poi dileguato a piedi lungo le vie dell’isolato. Potrebbe essere stato aiutato da qualcuno, da un complice forse in attesa nelle vicinanze a bordo di un mezzo. Sul luogo, oltre ai militari del luogo e ai colleghi della compagnia di Gallipoli, il personale della sezione investigazioni scientifiche e gli artificieri del comando provinciale per le indagini. La zona è munita di videocamere di sorveglianza: la sagoma del ricercato sarebbe stata immortalata da uno dei dispositivi presenti. Fotogrammi già finiti nelle mani degli inquirenti. Immediate le attività di ricognizione dell’intera area non soltanto per mappare tutti gli “occhi elettronici” che avrebbero immortalato i movimenti dell’autore, ma anche per rilevare e repertare tracce utili alla sua identificazione.

I rilievi e le operazioni in corso

Al momento è precoce confermare una correlazione fra l’accaduto e l’operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia. Il sospetto e le sensazioni collettive sono ben altra cosa. Monta però l’inquietudine per un simile gesto, in una comunità ancora scossa per quanto accaduto nelle scorse ore. Quando, ciè, i militari del Nucleo investigativo leccese hanno arrestato 15 uomini, tra i quali l’ex sindaco del luogo e fino a lunedì (giorno in cui ha poi rassegnato le dimissioni) assessore comunale alla Cultura. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del Tribunale di Lecce Sergio Tosi al termine di un’attività di indagine durata quasi due anni, hanno visto come epicentro di presunti affari criminali in capo al clan Coluccia centri come Galatina, Corigliano d’Otranto, Aradeo, Cutrofiano e, appunto, Neviano.

Il video: i militari sul posto dopo l'accaduto

Qui, dicevamo, è finito ai domiciliari Antonio Megha, in passato già consigliere provinciale e accusato, nell’ambito di questa indagine, di aver acquistato un pacchetto di voti per la propria campagna elettorale dallo storico clan Coluccia per un “costo” di circa tremila euro. Il politico e avvocato, comparso due giorni addietro davanti al giudice nell’interrogatorio che si è tenuto presso la compagnia dei carabinieri di Maglie, ha respinto le accuse in presenza del proprio legale, Giuseppe Corleto. Ha giustificato i suoi contatti con uno degli indagati ritenuto il presunto intermediario fra lui e il boss, soltanto in virtù di una solida e trentennale amicizia. Nessuna compravendita di voti.  E con Michele “Michelino” Coluccia alcuna conoscenza, né contatti, ha dichiarato Megha. C'è tuttavia da aggiungere che, nella vicenda relativa alle presunte anomalie rilevate nella campagna elettorale di Neviano, l'indagine non si ferma qui. Anzi, potrebbe essere estesa a cerchi concentrici anche nei confronti di coloro a carico dei quali, al momento, non sono stati riscontrati elementi penali.

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