Cronaca

Bomba in un deposito comunale: danni e mistero

Vetri in frantumi dopo una potente esplosione in un deposito comunale a Vignacastrisi. Nella nottata ignoti si sono introdotti all'interno del locale e hanno innescato la miccia. Mistero sul movente

Misterioso attentato dinamitardo nella notte a Vignacastrisi, frazione di Ortelle. Ignoti bombaroli hanno piazzato e fatto esplodere una bomba carta confezionata artigianalmente all'interno di una ex scuola elementare in Piazza Umberto I, nel centro del paese. La struttura ormai fatiscente, il nuovo plesso scolastico è stato trasferito in un edificio di recente costruzione, è di proprietà comunale e funge da deposito. Nei diversi vani che insistono su due piani, è accatastato un bel pò di materiale di pubblica utilità: più che altro qualche transenna a disposizione dell'amministrazione comunale e diversi teloni ripiegati in attesa della stagione estiva. Intorno alle 3 e un quarto, il silenzio notturno è stato squarciatao dalla potente deflagrazione. Vigili del fuoco dal vicino distaccamento di Maglie insieme con i carabinieri della stazione di Poggiardo sono giunti dopo poco nella piccola frazione per effettuare un primo sopralluogo. Dinamica più chiara in mattinata. Sembrerebbe che i teppisti abbiano buttato a terra la porta in legno posta all'entrata con qualche calcetto per poi piazzare la bomba nell'ultima stanza posta sul lato sinistro del primo piano a ridosso del corridoio.


I vetri sono venuti giù, sbriciolati dalla bomba e con l'effetto dell'onda d'urto le schegge sono state trascinate fin giù in strada. Difficile stabilire da dove siano poi fuggiti i malviventi, probabile dalla parte posteriore che si affaccia su un cortile, sprovvisto di un'adeguata illuminazione. Il poco materiale custodito all'interno non è stato toccato dai malviventi. "Un atto vandalico che non riusciamo a spiegarci", sono le prime parole che Ivano Gramante, responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale, ci rilascia telefonicamente. L'amministrazione comunale, guidata da Salvatore Piano e sostenuta da liste trasversali non avrebbe avuto nell'ultimo periodo alcun problema con la piccola comunità, poco più di 2mila abitanti. "Lasciamo agli inquirenti il compito di consegnare alla giustizia i responsabili di questo gesto", rincara il geometra Gramante, " rimanendo tranquilli perchè consapevoli di avere l'appoggio dell'intera cittadinanza". Gli artificieri dei carabinieri hanno provveduto a recuperare i residui dell'ordigno che saranno repertati per trovare qualche indizio utile alle indagini.

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