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Torre Veneri, a novembre si spara di meno: quindici giorni di bonifica dei fondali

L'Ufficio circondariale marittimo di Otranto ha emesso un'ordinanza di interdizione dello specchio d'acqua antistante l'insediamento militare. Una ditta specializzata di Mola di Bari, su incarico del ministero della Difesa, rimuoverà il materiale inerte

LECCE – Parziale stop alle esercitazioni nelle acque antistanti il poligono militare di Torre Veneri. Gli abitanti dei dintorni potranno trascorrere un mese di novembre relativamente sereno, almeno nei quindici giorni in cui la ditta specializzata di Mola di Bari incaricata dal ministero della Difesa compirà gli interventi di rimozione del materiale inerte dai fondali.

La relativa ordinanza di interdizione alla navigazione è stata emanata dall’Ufficio circondariale marittimo di Otranto, diretto dal tenente di vascello Amleto Piccinno.

L’insediamento militare è da tempo oggetto di particolare attenzione da parte dell’opinione pubblica, ma anche la magistratura ha voluto accendere i suoi fari alla luce della campagna portata da Lecce bene comune sui rischi di inquinamento ambientale dovuti alla mancata rimozione del materiale usato per le esercitazioni (bersagli e proiettili). Ipotesi questa corroborata anche dalla risultanze dei lavori della commissione parlamentare che si è occupata dei poligoni militari in relazione soprattutto all’eventuale presenza di uranio impoverito.

Circostanza quest’ultima esclusa categoricamente con una conferenza da parte del procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, che anzi ha sottolineato come Torre Veneri sia tra le località più incontaminate del Salento.

La Procura di Lecce aveva aperto un fascicolo per gestione inerte di rifiuti, ma a gennaio del 2015 il giudice per le indagini preliminari Simona Panzera, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, si è pronunciata per l’archiviazione stabilendo però l’obbligo di bonifica, sia su terraferma che in mare, con cadenza periodica. Del resto, nel corso delle indagini, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri aveva ascoltato numerosi militari e tutti avevano escluso che nel poligono fossero state condotte operazioni accurate di bonifica. Lo stesso nucleo specializzato dell’esercito aveva attestato concentrazioni di rame e piombo superiori ai limiti di legge.

Inoltre è ferma in commissione regionale la valutazione di incidenza ambientale, che non era mai stata fatta. Si tratta di una procedura che serve per verificare la compatibilità delle attività poste in essere è compatibile che la tutela dell’habitat e delle biodiversità, obbligatoria per i siti di interesse comunitario quali Torre Veneri.

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