Cronaca

Viavai sospetto vicino al garage: si appostano i carabinieri, preso per spaccio

A Borgagne arrestato un 52enne. Di marijuana n'era rimasta poca, ma due enormi involucri con ancora residui e diversi messaggi sul cellulare sono stati elementi inequivocabili dell'attività pregressa

MELENDUGNO – Di marijuana, in effetti, non ne hanno trovata molta. Appena 33 grammi, fra due involucri. Ma a volte, a mettere il punto finale in un accertamento, più dei quantitativi sono tutti quegli altri elementi che inquadrano una storia. In questa, ve ne sono diversi che hanno indotto il pubblico ministero Massimiliano Carducci a concordare per l’arresto. In particolare, due buste sottovuoto molto grosse, con qualche residuo di “erba” ancora all’interno - sintomo del precedente passaggio, in casa, di molto più stupefacente rispetto a quello sequestrato -, e i messaggi sul cellulare di quell’uomo, che avrebbero delineato in maniera pressoché inequivocabile un’attività di spaccio.

Nei guai, ieri pomeriggio, è così finito Mauro De Santis, 52enne di Borgagne, frazione di Melendugno. Giardiniere di mestiere, nel primo pomeriggio, rientrando dal lavoro, s’è trovato davanti a una sorpresa: ad attenderlo alla porta c’erano i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce. Che, per inciso, non vi erano arrivati certo per caso, ma sulla scorta di segnalazioni secondo le quali, da qualche tempo, nei pressi del garage di pertinenza dell’abitazione, si era registrato un viavai a dir poco sospetto. Cose che non sfuggono, in un piccolo borgo di campagna.

De Santis avrebbe tradito subito un certo nervosismo. E i sospetti hanno assunto forma concreta quando, iniziando la perquisizione, proprio nel garage “incriminato”, i carabinieri hanno trovato una cassetta di legno con due involucri, contenenti rispettivamente 7 e 36 grammi di marijuana, altrettanti bilancini di precisione e nastro gommato. Non molta sostanza stupefacente, dunque, come detto, ma i militari non si sono dati per vinti e hanno continuato a perlustrare ovunque. Ed è stato rivelatore un sacchetto per la spazzatura.

Dentro, infatti, ancora da smaltire, c’erano due enormi involucri con residui di marijuana e molti ritagli, scarti - si presume - dei singoli confezionamenti di dosi. La situazione ha preso, quindi, una piega più complicata per De Santis, con il cerchio che s’è chiuso in modo definitivo grazie all’analisi del telefono, finito, come sempre in queste circostanze, sotto sequestro. Sembra, infatti, che diversi messaggi non lasciassero molto spazio a dubbi, circa un’attività di smercio. Informato il magistrato dell’attività, il 52enne è stato dichiarato in arresto e sottoposto ai domiciliari. È difeso dall’avvocato Ivan Russo.

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